Si dimette il vicesindaco della città, Roberto Riga, all'epoca dei fatti assessore all'urbanistica L'accusa è molto grave, anche perché sarebbe legata alla ricostruzione dopo il devastante sisma abruzzese del 2009. All'alba di mercoledì 8 gennaio nell'ambito dell'operazione «Do ut des» gli agenti della Squadra Mobile delle Questure di L'Aquila, Teramo e Perugia hanno eseguito quattro misure cautelari in regime di arresti domiciliari, oltre a effettuare perquisizioni in ditte, abitazioni e nella sede del Comune di L'Aquila nei confronti di attuali ed ex amministratori e funzionari pubblici. Tutti sono ritenuti responsabili, a diverso titolo e in combutta con imprenditori e tecnici dei reati di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica, appropriazione indebita su appalti legati alla ricostruzione e alla messa in sicurezza di edifici dopo il sisma del 6 aprile 2009. La vicenda riguarda anche la ristrutturazione di beni culturali danneggiati dal terremoto e alcune delle persone legate alla vicenda sono nomi noti. Si tratta di Pierluigi Tancredi, attualmente dirigente dell'Asl 1 di l'Aquila, ex assessore di Forza Italia e all'epoca dei fatti consigliere comunale delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città; Vladimiro Placidi, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali dopo il terremoto nel primo mandato del sindaco Massimo Cialente, attualmente direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell'Aquila. Ai domiciliari è finita anche Daniela Sibilla, operante al Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi mandati di assessore, oltre a Pasqualino Macera, all'epoca funzionario responsabile per il Centro-Italia della azienda Mercatone Uno S.p.a. Tra gli altri, in questo caso denunciati, c'è Mario Di Gregorio, direttore del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio del Comune di L'Aquila, all'epoca dei fatti contestati funzionario responsabile dell'ufficio Ricostruzione; Fabrizio Menestò, all'epoca direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di Palazzo Carli sede del rettorato dell'Università dell'Aquila. Ma il nome di maggior spicco è il vice del sindaco di L'Aquila Cialente escluso dalla vicenda, Roberto Riga (ApI) all'epoca dei fatti assessore all'Urbanistica. Riga ha annunciato le dimissioni: «Mi tiro da parte come ruolo di vicesindaco e assessore perché vorrei lasciare tranquilla l'amministrazione comunale, il sindaco e la Giunta senza avere dubbi sulla propria attività». Il sindaco Cialente ha ribadito: «Sto malissimo, mi sento tradito, perché ho sempre raccomandato a tutti la massima trasparenza e il rispetto della legge». Repubblica.it scrive che a mettere nei guai queste e le altre persone, rivelando dunque il presunto sistema tangentizio post sisma, è stato un imprenditore veneto, Daniele Lago, amministratore delegato della Steda Spa cui gli agenti contestavano un presunto illecito da un milione di euro legato a un appalto. da vedere su www.ilgiornaledellarte.com altri articoli correlati: Dossier L'Aquila: sprechi e infiltrazioni mafiose nel post terremoto Soldi arrivati e cantieri aperti «Perché mi dimetto: senza soldi L'Aquila muore» Il 5 maggio, tutti a L'Aquila Terremoto in Abruzzo, mezzo miliardo di euro per il patrimonio culturale L'Aquila, il sindaco Cialente: «Entro giugno completeremo i lavori nel 47 degli edifici pubblici danneggiati dal terremoto» La Protezione civile ha inghiottito L'Aquila L'Aquila chiama, la cultura risponde Ormai è evidente: l'Italia ha una città in meno