L'angelo di Carditello non c'è più dalla vigilia di Natale. Ma ora potrà sorridere, dovunque si trovi serena la sua anima. Finalmente la reggia è salva, finalmente le mani depredatrici sono state allontanate. Tommaso Cestrone ne gioirebbe. Dunque, il ministro Massimo Bray ha mantenuto la promessa. E dobbiamo riconoscerglielo. Lo aspettavamo tutti al varco, l'occasione era la dodicesima asta per la vendita dell'immobile storico in stato deprecabile, un casino di caccia voluto da Carlo III di Borbone e ampliato dal figlio Ferdinando IV poi I delle Due Sicilie. Una partita di giro societario ha reso possibile un miracolo atteso da tempo, su cui si sono spesi associazioni e comitati: da Agenda 21 al Comitato delle Due Sicilie fino a gruppi che amano questa terra, che sanno come il disprezzo per le radici e la storia è anche calpestio selvaggio della natura che le ricorda. Al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la svolta: la Sga, società creditrice dal Consorzio di bacino del Basso Volturno proprietario dell'immobile, si è aggiudicata l'asta per undici milioni e mezzo di euro. Uno e mezzo in più della base di vendita da mettere al rialzo. Poi, il giro: la Sga passerà la proprietà della reggia al ministero dei Beni ambientali e culturali. Naturalmente, poi, il ministero dovrà restituire i soldi spesi nell'asta. Formule tecnico-commerciali e dettagli, per ora, sono poco noti. Ma è noto il commento, cinguettato in Rete dal ministro Bray: "Sono davvero felice di aver mantenuto la promessa fatta a Tommaso. Ora Carditello appartiene a tutti i cittadini". E poi, subito dopo, ha aggiunto: "Tommaso e la voglia di cambiare il Mezzogiorno". Già, una voglia che eventi e persone a volte fanno passare anche ai più tenaci. E' solo l'inizio. Ora si tratterà di rimettere a nuovo, recuperare un bene che Tommaso custodiva da volontario, ma che dei selvaggi hanno depredato nel tempo, sottraendo scale, marmi, pezzi di camini. La reggia-casino di caccia va recuperata. Va rimesso in sesto il parco, sorvegliata per bene tutta l'area. Carditello potrebbe essere inserito in un progetto di itinerari borbonici delle province di Napoli e Caserta. Potrebbe diventare sito di un museo multimediale sul regno delle Due Sicilie, potrebbe fare da sede di convegni e iniziative di divulgazioni storiche. Carditello, insomma, potrebbe diventare tante cose. Per ora è un segnale: giù le mani dalla storia del Sud e dai suoi simboli. Via gli avvoltoi, gli speculatori, i senza memoria. La palla passa al ministero. Sarebbe bello che bandisse un concorso per l'utilizzo finalizzato di Carditello. Sarebbe bello, in fondo Bray ha dimostrato di essere uomo di parola. E Tommaso sarà soddisfatto di non aver sbagliato il suo giudizio quando a ottobre conobbe il ministro. Speriamo che la favola, già intristita dalla morte prematura dell'angelo di Carditello, abbia un lieto fine. E la reggia diventi emblema di rinascita. Grazie ministro Bray e grazie, lassù, a te,Tommaso. Angelo di Carditello.
CASERTA- Il ministro Bray ha mantenuto la promessa, ma ora che destinazione avrà la reggia di Carditello?
Il ministro Massimo Bray ha mantenuto la promessa di acquistare la reggia di Carditello, un casino di caccia storico in stato deprecabile, per 11,5 milioni di euro. La società creditrice, Sga, si è aggiudicata l'asta e passerà la proprietà al ministero dei Beni ambientali e culturali. Il ministro Bray ha espresso soddisfazione per aver mantenuto la promessa e ha affermato che Carditello appartiene a tutti i cittadini. La reggia, che era stata oggetto di speculazioni e depredazioni, potrebbe essere recuperata e rimessa in sesto, potendo diventare un sito di itinerari borbonici, un museo multimediale o sede di convegni storici.
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