Il ministro Bray s'impegna ufficialmente. E scende in campo anche Dario Fo: «Bisogna intervenire per salvare la Cappella di Giotto, bene inestimabile» E' giusto e meritevole inserire la Cappella degli Scrovegni di Padova nella lista Unesco di Patrimonio dell'Umanità. Lo dice il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, assicurando che il ministero farà in modo che la proposta venga considerata. Bray ha affrontato ieri l'argomento in question time, rispondendo a una interrogazione del parlamentare padovano Sel Alessandro Zan. E proprio nel giorno in cui il ministro dei Beni Culturali garantisce l'impegno del governo per gli Scrovegni e i capolavori di Giotto, scende in campo sullo stesso tema uno dei nomi d'eccellenza della cultura italiana, il premio Nobel Dario Fo. «Padova e il Veneto possiedono un bene inestimabile, un gioiello che va in ogni modo protetto e salvaguardato: la Cappella degli Scrovegni», scandisce Fo. E rivolge al capolavoro di Giotto il suo primo pensiero arrivando a Padova per lo spettacolo che domenica (ore 17) lo vedrà protagonista al Gran Teatro Geox con In fuga dal senato, tratto dall'omonimo libro di Franca Rame, la sua compagna di una vita, scomparsa nel maggio scorso. La pièce è il racconto in forma di diario dell'esperienza vissuta da Franca Rame come senatrice dell'Idv tra il 2006 e il 2008, bruscamente interrotta dalle dimissioni dell'attrice entrata «in un conflitto insanabile con i riti e le ipocrisie della politica». L'intera tournée è un omaggio di Fo all'amata moglie. Maestro, cosa la spinge a intervenire in difesa della Cappella degli Scrovegni e degli affreschi di Giotto? «La volontà di tenere desta l'attenzione della gente e di fare in modo che tutti si sentano coinvolti nella protezione di un bene così prezioso - ribadisce Dario Fo - . Il mio vuole essere un appello a vigilare e a sentirsi partecipi in prima persona». Che pericolo vede per la Cappella degli Scrovegni? «Che il tempo passi e non si metta mano ai lavori necessari per mettere in sicurezza l'edificio. Non sono un tecnico e non so in concreto cosa si debba fare, ma il problema rappresentato dall'acqua che bagna le fondamenta della Cappella non va accantonato. Le infiltrazioni d'acqua, come più volte denunciato da più parti vanno monitorate seriamente». Si rivolge al ministro Bray con un appello specifico? «Mi faccio interprete delle preoccupazioni e delle sollecitazioni che arrivano da molte parti. Sono tanti gli intellettuali, gli studiosi, le donne e gli uomini di spettacolo che mi spingono a intervenire e fare da stimolo per salvaguardare la Cappella degli Scrovegni e gli affreschi di Giotto. Troppe volte abbiamo visto scempi e incurie distruttive: siamo responsabili tutti; non si può dare la colpa sempre e solo alla politica. Per questo voglio sensibilizzare il pubblico che verrà allo spettacolo di Padova: mi rivolgerò direttamente agli spettatori» Parlerà agli spettatori idealmente anche a nome di Franca? «Sì. È lei la vera protagonista sul palco. Io e i giovani attori che mi affiancano, Maria Chiara Di Marco, Roberta De Stefano e Iacopo Zerbo, siamo solo portavoci delle sue idee e dei suoi ideali, quelli per cui si è battuta per tutta la vita. Aveva la forza di dire sempre la verità, a qualunque costo, era di una tenacia ferrea». Che insegnamento ha lasciato Franca Rame come donna e come attrice? «Il coraggio di non cedere ai compromessi, di denunciare opacità e storture, errori e ingiustizie. È sempre andata dritta per la sua strada e ha incoraggiato gli altri a farlo. Penso che sia questo il motivo per cui i ragazzi la amano tanto. Sono tante le compagnie di giovani che mettono in scena i suoi testi». Il testo è stato censurato dal Vaticano... «Le parole di Franca spaventano anche adesso che non c'è più. Dovevamo portare In fuga dal Senato in Vaticano all'Auditorium Conciliazione, ma hanno fatto marcia indietro. È evidente che il cambiamento della Chiesa, conseguente all'elezione di Papa Francesco, è frenato soprattutto dall'interno. Andremo comunque a Roma al Teatro Sistina il 20 gennaio. Franca non ha risparmiato attacchi anche alla Chiesa. E questo non viene dimenticato. Vivere con lei è stato bellissimo e rassicurante, mi manca molto».