SALERNO «Non esiste un "tutti contro tutti", contro il Crescent ci sono non più di dieci persone che non hanno niente da fare mentre i salernitani si alzano la mattina per lavorare e portare il cibo in tavola. Ma adesso basta!» Parola del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che, ieri, in diretta su Radio Alfa, ha annunciato che sta valutando di portare in tribunale rappresentanti di comitati ed associazioni in quanto promotori di «tentativi di vera e propria intimidazione nei confronti di funzionari pubblici e istituzioni». Già altre volte il primo cittadino aveva manifestato la volontà di adire le vie legali contro gli ambientalisti che hanno promosso un'infinità di ricorsi contro il Crescent, ricorsi che hanno portato al blocco dei lavori da parte della magistratura, ma stavolta il tono è davvero duro. «È arrivato il momento di farla finita», ha sottolineato via etere con il consueto piglio. Un redde rationem che ha l'aspetto sinistro del dies irae. «La sentenza del Consiglio di Stato sul Crescent (che abbiamo pubblicato sul sito del Comune per dare a tutti i cittadini la possibilità di visionarla) - spiega De Luca dal suo profilo Facebook - ci ha dato ragione sul 90 della procedura amministrativa, ovvero sugli aspetti urbanistici, dei lavori pubblici, demaniali, idrogeologici, sismici. Il solo rilievo è un difetto di motivazione sulla parte paesaggistica. Dovremo solo integrare tale motivazione e completare così l'iter amministrativo mandando avanti tutto: Crescent, piazza e parcheggio». Dall'altra parte, però,«le associazioni che si oppongono all'ecomostro - come è scritto in una nota diffusa dal comitato No Crescent - esigono solo che si porti a termine il controllo di legalità e che gli organi preposti diano corso alle procedure di legge per il ripristino dello stato dei luoghi. Tutto secondo legge». Insomma se da una parte l'obiettivo è quello di accelerare le procedure, sia sul piano amministrativo che giudiziario, per riprendere i lavori, dall'altra si insiste affinchè si proceda all'abbattimento del fabbricato realizzato al 50. Ma De Luca rincara la dose: «Stiamo parlando solo di fumo, di confusione e di qualcosa di più pericoloso, che cercheremo di individuare e di colpire: sono tentativi di vera e propria intimidazione nei confronti di funzionari pubblici. Segnaleremo questa campagna di aggressione all'autorità giudiziaria. Una grande comunità non può sottostare al ricatto di poche persone o di una associazione». Dopo la trasmissione radiofonica arriva anche la nota ufficiale: «Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca - è scritto - ha proposto denuncia-querela nei confronti dei rappresentanti di comitati ed associazioni, che hanno promosso azioni e pressioni indebite nei confronti di pubblici funzionari. Tali atti, iniziative e pressioni costituiscono una indebita interferenza nello svolgimento dell'ordinaria attività amministrativa ed una illegittima intimidazione agli organi dell'Amministrazione Comunale obbligati per legge a dare esecuzione alla sentenza 62232013 del Consiglio di Stato. Il sindaco De Luca si riserva anche di agire per il risarcimento dei danni connessi all'azione denigratoria e diffamatoria, mirata a mistificare la realtà, diffondendo notizie erronee rispetto alla legittimità dell'attività dell'Ente, verificata con la suddetta sentenza». D'accordo, non esisterà un "tutti contro tutti" ma è abbastanza singolare che in questa vicenda non si riesca ancora a capire chi minaccia chi. De Luca parla di «tentativi di vera e propria intimidazione» da parte dei suoi oppositori. Ma proprio i comitati e Italia Nostra nelle parole pronunciate ieri dal primo cittadino intravedono la stessa forza intimidatrice che De Luca invece attribuisce a loro.