«Usciti dalla palude, l'avevo promesso a Tommaso» CARDITELLO Ministro Bray, una battaglia vinta dopo undici aste giudiziarie andate a vuoto. Com'è possibile che in un paese del mondo occidentale e con un patrimonio culturale così imponente si rischi che un sito d'arte tanto prestigioso possa essere dimenticato per insipienza istituzionale? «Anche il vedutista Hackert, autore degli affreschi di Carditello, si lamentava della scarsa cura del Casino reale, benché fosse un luogo di straordinaria bellezza, dove venivano prodotti burro, formaggio parmigiano, latte. Io l'avevo promesso a Tommaso Cestrone che saremmo usciti da questa palude. Non avrei mai immaginato che dopo averci scambiato gli auguri di Natale, alle 23 del giorno della vigilia, da lì a poche ore l'angelo di Carditello se ne sarebbe andato così all'improvviso. Lui è stato un esempio straordinario di energia civica del nostro Sud. Dovremmo diventare tutti degli angeli custodi dei beni culturali. Ora, restituiamo Carditello alla sua dignità di bene comune dei cittadini. Insomma, la soddisfazione di questa giornata si sposa con la malinconia della assenza di Tommaso. Ma lui sarebbe stato contento del risultato». Ora cosa accadrà a Carditello? «Io penso a una fondazione con enti locali e università, traendo spunto da ''Agenda 21". Per il momento attendo l'esito dell'esame per i lavori urgenti di restauro del sito borbonico. Ma dobbiamo tutti essere orgogliosi di come associazioni e volontari siano riusciti, in questi anni, a difendere il decoro di Carditello». E dopo la fondazione? «Non si può che perseguire l'obiettivo storico per cui nacque Carditello. Era un polo produttivo eccezionale immerso in un fazzoletto di paradiso. Ecco, dobbiamo ricominciare a coniugare bellezza naturale e lavoro. Rifondare un modello di coabitazione tra esigenza ambientale e produttiva. E' finita l'epoca della finanziarizzazione dei mercati, occorre fare scelte diverse e coraggiose». Immagina anche il coinvolgimento dei privati? «Certamente, mi ha chiamato il vicepresidente del Fai. Carditello è stato eletto, nel 2012, luogo più amato dagli italiani. Mi ha detto che non sapevano a chi devolvere il fondo della donazione che avevano organizzato. Vorrei che Carditello diventasse proprio il simbolo della voglia di tutto il Mezzogiorno di prende a cuore le proprie eredità culturali e storiche e rendtle fruibili per la collettività, disegnando intorno al suo valore un futuro di lavoro e benessere. La rinascita di Carditello è la seconda promessa che avrei fatto volentieri a Tommaso Cestrone». Ministro Bray, la nuova struttura operativa di Pompei quando andrà in funzione? «E' questione di giorni, Pompei è fin dall'inizio obiettivo prioritario del mio mandato. Con Nistri e Magani abbiamo lavorato anche durante le feste ad un piano che siamo certi potremo mettere in atto già dalla prossima settimana»