Le rassicurazioni del presidente della Regione Enrico Rossi sul Fondo Mario Luzi non hanno messo la parola fine al braccio di ferro con gli eredi. Il Vieusseux è pronto ad ospitare l'eredità artistica e documentale del poeta morto otto anni fa, di cui quest'anno ricorre il centenario dalla nascita, grazie all'impegno della Regione Toscana che ha fatto sapere di aver messo a bilancio i fondi necessari all'acquisto. Ma ieri il figlio di Mario Luzi, Gianni è tornato alla carica: «Nessuna soluzione si prospetta per la raccolta d'arte in quanto il budget non lo consente. Cosa ne sarà delle opere d'arte?». Nelle parole di Rossi erano state prese, dice Luzi figlio, in considerazione solo «le carte e i libri»: «Onoreremo il centenario della nascita rendendo disponibile agli studiosi il suo prezioso archivio». Ma questo non basta, almeno per quanto riguarda il figlio del poeta che in risposta al governatore scrive che se, come dice la soprintendenza, la raccolta di opere d'arte «debba mantenersi unita totalmente, la rende assai rigida da tutti i punti di vista economico e di fatto: non posso prendere qualche ritratto di mio padre e mettermelo in casa, a meno che non lo accompagni con le tutte le altre 400 cose». E prosegue invitando a cercare «altre forme come comodati, leasing o acquisizione totale o parziale da parte di un museo o una fondazione pubblica o privata». L'importante, sostiene l'ingegnere Mario Luzi, è che il vasto fondo di lettere, articoli, traduzioni, libri, quadri dedicati al poeta, litografie e fotografie sia presto reso consultabile. «La Toscana ha chiarito Rossi sente di avere una responsabilità particolare nel custodire la memoria di uno dei poeti maggiori del Novecento. La scelta di acquisire l'archivio ha anche questo significato».