Sarà più facile ottenere fondi di valorizzazione regionali e Ue Le colline di San Luca sono ora un paesaggio protetto. Un'area tutelata che potrà godere anche di finanziamenti regionali e comunitari per la sua valorizzazione. La giunta provinciale ha approvato ieri l'istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto «Colline di San Luca» che interessa i Comuni di Bologna, Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. La delibera passerà ora al vaglio del consiglio provinciale e sarà approvata verosimilmente entro gennaio. «È un risultato di assoluta importanza», commenta l'assessore provinciale all'ambiente Emanuele Burgin. «Non si tutela un metro quadro in più», fa notare l'architetto Felicia Bottino che da assessore regionale all'urbanistica fu autrice, nell'86, del Piano paesistico regionale, «è positivo però il patto reciproco tra Comuni e Provincia per la salvaguardia di quel territorio, è un'assunzione di responsabilità importante». L'area in questione comprende il territorio collinare che dalla zona urbana bolognese e da quella contigua di Casalecchio si spinge verso sud sino al limite della riserva del Contrafforte Pliocenico ed è delimitato a est dal corso del torrente Savena e a ovest da quello del fiume Reno. «Rafforziamo la tutela del paesaggio con un istituto sovraordinato al quale i Piani urbanistici dei Comuni dovranno sempre mantenersi coerenti spiega Burgin . È un'opportunità di valorizzazione del territorio e confidiamo di poter godere di accessi privilegiati ai fondi regionali e comunitari per realizzare i programmi gestionali di natura agricola, turistica e di tutela della biodiversità. La collaborazione tra Provincia e Comuni ha davvero prodotto un risultato di assoluta importanza». Bottino precisa però che quell'area era già «ampiamente tutelata sia da vincoli ministeriali che regionali». «Con questo atto precisa i Comuni hanno assunto un impegno a tutelare e non chiedere deroghe, come invece è successo ampiamente in passato per le aree agricole di grande valore paesaggistico per le quali si è derogato spesso in tutta la regione». In generale comunque per l'ex assessore «la collina di San Luca è tutelata bene, ha resistito a vari tentativi di assalto, e questo è merito di una politica di vincolo che parte fin dal 1969 con il Piano comunale della collina». Il nuovo Paesaggio protetto vanta una elevata variabilità ambientale e una altrettanto ricca diversità biologica. Da un punto di vista ecologico infatti, con i suoi quasi 5.000 ettari di estensione, l'area mette in diretta relazione il Parco regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, il Parco storico regionale di Monte Sole e la Riserva naturale del Contrafforte Pliocenico, oltre a una serie di altri importanti elementi della rete Natura 2000. Include inoltre il sito di importanza comunitaria-zona a protezione speciale «Boschi di San Luca e Destra Reno». Si tratta di un corridoio ecologico di transito sia per gli uccelli (sono oltre 15 le specie di interesse comunitario segnalate tra cui il falco pellegrino) che per gli animali di terra (il sito è frequentato stabilmente dal lupo) tra l'Appennino e le aree fluviali-umide della pianura bolognese.