La Di Francesco: «Così richiede la legge» L'ingegnere Giuliano Mezzadri è un professionista che da anni ha rapporti con le Soprintendenze dell'Emilia Romagna. Nel senso che ha ricevuto incarichi, consulenze o ha portato avanti progetti specifici come molti altri professionisti che lavorano con le strutture pubbliche. Da trent'anni è anche il compagno e convivente del direttore generale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, l'architetto Carla di Francesco, da cui dipendono anche le Soprintendenze in questione. Un potenziale conflitto di interessi che le normative recenti introdotte dal governo Monti chiedono di portare alla luce e di risolvere. Ecco perché la stessa Di Francesco è corsa ai ripari firmando il decreto 273 pubblicato anche sul sito della Direzione: «Dichiarato che il convivente Giuliano Mezzadri esercita un'attività professionale che lo pone in contatti frequenti con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna» e «sentiti il soprintendente per le province di Bologna, Modena e Reggio-Emilia e quello per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì Cesena e Rimini», decide di delegare ogni rapporto con Mezzadri alla soprintendente Paola Grifoni. Nel testo del decreto si richiamano «le disposizioni in materia di prevenzione e repressione della corruzione e della illegalità nella pubblica amministrazione, nonché di obblighi di pubblicità trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni». Perché ha sentito il bisogno di farlo adesso? Per motivi di opportunità o per ottemperare alle norme? «Ho sentito il bisogno di farlo risponde Di Francesco sicuramente per rispettare la legge, ma anche perché c'era un'esigenza specifica». A chi le chiede di spiegare meglio, risponde: «La Direzione regionale non ha compiti specifici sui singoli progetti da assegnare, a meno che non siano progetti di tipo intersettoriale o grandi progetti. Ma dopo il terremoto per unificare il processo decisionale ho dovuto avocare le competenze sui progetti nei territori seguiti dalle due Soprintendenze. C'è una commissione che esamina i singoli progetti e che decide collegialmente e poi firma il direttore generale. Per cui da ora in poi poteva porsi il problema». Nel decreto si scrive che sarà appunto la soprintendente bolognese Paola Grifoni ad autorizzare via via «i progetti di messa in sicurezza, pronto intervento e restauro, ricostruzione e miglioramento sismico di edifici di interesse culturale danneggiati dal sisma presentati dall'ingegner Giulio Mezzadri». Una domanda, però, viene spontanea: ma cosa cambia in realtà se ad autorizzare i progetti dell'ingegnere è un dirigente formalmente sottoposto alla Direzione generale? «Andiamoci piano con il sottoposto spiega Di Francesco perché stiamo parlando di dirigente con potere di firma e indipendente nelle sue funzioni autorizzatorie. E poi l'ingegner Mezzadri è un professionista che lavora da anni con le Soprintendenze, lo ha continuato a fare anche negli 8 anni in cui io sono stata fuori dall'Emilia-Romagna». Qualcuno ha sollevato qualche problema in questi anni? «No, semplicemente ho deciso di fare quel decreto per rispettare la legge».