TRENTO Franco Panizza aveva rilanciato l'idea solo pochi giorni fa. «All'interno di Palazzo delle Albere aveva detto l'ex assessore provinciale alla cultura deve essere creato uno spazio per la storia dell'autonomia. Non un museo chiuso, ma uno spazio aperto». Una prospettiva non nuova: il senatore del Patt, infatti, aveva scommesso sul legame tra lo storico edificio e l'autonomia trentina già da esponente della giunta di Piazza Dante. E all'indomani del confronto in commissione cultura del Comune tra consiglieri e direttori dei musei proprio sul destino della struttura collocata a nord del Muse (Corriere del Trentino di ieri), a ribadire il concetto è l'intero partito autonomista cittadino. Che in un documento diffuso ieri individua nel Palazzo delle Albere la possibile sede di un «centro documentazione dell'autonomia»: «Un'occasione imperdibile si legge per comunicare storia, presente e futuro dell'autogoverno». A firmare la nota sono tutti gli esponenti autonomisti di Palazzo Thun: l'assessore Fabiano Condini, il capogruppo Fabio Armellini e il consigliere Paolo Monti, insieme al consigliere provinciale Lorenzo Baratter. «È strategico scrivono i consiglieri riuscire a proiettare sulle future generazioni di trentini, ma anche verso l'Italia e l'Europa, il tema dell'autonomia, far capire realmente cos'è l'autogoverno del territorio, qual è la sua storia millenaria, quali sono i meccanismi di funzionamento, quali sono le sue potenzialità di sviluppo. Bisogna spiegare che autonomia è una grande opportunità (oltre che responsabilità) e non un inutile privilegio». Per questo, prosegue il Patt, è importante investire sulla comunicazione e sulla documentazione, destinando Palazzo delle Albere alla creazione di un centro specifico su questo tema, sul modello di Castel Tirolo: non un «luogo che si limiti a documentare un percorso storico: l'autonomia è realtà, è contemporaneità». L'idea del Patt è di prevedere, oltre al percorso museale, anche «laboratori didattici, un punto per ospitare conferenze, una biblioteca specialistica»: un'opportunità resa ancora più strategica dalla vicinanza del Muse, che «può garantire grandi potenzialità in termini di afflusso». Ma il centro, nei piani degli autonomisti, potrebbe anche diventare «strumento di promozione» degli altri musei locali, primo fra tutti il museo di San Michele.