L'ex presidente del Fai: «Ma Palazzo Adorno vuole venderla» LECCE L'ex Caserma Cimarrusti, di proprietà della Provincia, è uno dei contenitori storici abbandonati nel borgo antico di Lecce. Nel dossier-inchiesta, pubblicato ieri dal Corriere del Mezzogiorno, l'edificio seicentesco di via Libertini non è l'unico bene culturale della città poco valorizzato. Ci sono anche l'ex Ospedale dello Spirito Santo, l'ex Istituto Margherita e l'ex Istituto Garibaldi. Tutti contenitori che potrebbero diventare location di grande livello se Lecce diventasse Capitale Europea della Cultura nel 2019. Giuseppe Aguglia, ex presidente leccese del Fai (Fondo ambiente Italia), attualmente dirige la Celestass, l'associazione per il paesaggio e i centri storici del Salento. Il suo organismo, proprio per la valorizzazione dei contenitori storici abbandonati, ha proposto alla Provincia il riutilizzo dell'ex Caserma Cimarrusti. Il progetto era nobile: far diventare l'edificio un centro commerciale di esposizione permanente e vendita dei prodotti di eccellenza del Salento: «The best for Salento». Spiega Aguglia: «Ma la Provincia ha detto no». La vendita E aggiunge: «Purtroppo ho ricevuto una risposta negativa. Ci hanno detto che per lo stabile si sta perseguendo la strada della cartolarizzazione tramite la Cassa Depositi e Prestiti con l'obbiettivo di salvaguardare gli equilibri di bilancio in un periodo di persistenti e gravi difficoltà finanziarie». L'ex presidente del Fai così prosegue: «Eppure, nella richiesta, avevo evidenziato come un Centro siffatto, a due passi dal Duomo, sarebbe meta costante dei turisti che sempre più numerosi visitano la nostra città e, oltre a incrementare artigianato, industria e commercio, favorirebbe il recupero sociale abitativo dei limitrofi quartieri oggi ghetto di extracomunitari, con la conseguente riqualificazione urbana». Per Aguglia, inoltre, «il progetto di certo potrebbe beneficiare di notevoli finanziamenti dell'Unione Europea». Aguglia poi ricorda di aver parlato del progeto con il sindaco Paolo Perrone, i presidenti di Confindustria (Piernicola Leone De Castris) e della Camera di Commercio (Alfredo Prete). «Tutti a parole favorevoli all'iniziativa», esclama. Poi è arrivato il no. In passato la Provincia pensava di concedere l'ex Caserma Cimarrusti all'Accademia di Belle Arti, la cui sede si trova poco distante, sempre lungo via Libertini, nei pressi di Porta Rudiae. Ma l'accordo, anche sul progetto di restauro dell'immobile, non è mai stato raggiunto. Giorgio Aguglia, incassato il no per l'ex Caserma Cimarrusti, ha formulato anche un'altra proposta: realizzare il centro commerciale di esposizione permanente e vendita dei prodotti di eccellenza del Salento «The best for Salento» nell'ex Istituto Margherita, di proprietà del Comune, che si trova in via Palmieri, a poche decine di metri da Porta Napoli, sempre nel centro storico barocco. L'altro edificio Il Comune di Lecce ha messo in vendita l'edificio nell'ambito del piano di cartolarizzazione dei beni. Secondo Aguglia la fruizione dei immobile sarebbe utile a sostegno della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Conclude; «Bisogna muoversi, e presto, con iniziative concrete. Come ha fatto la Celestass che, riuscendo a coinvolgere, in una collaborazione fattiva e appassionata, istituzioni e altre associazioni, sta organizzando il "Maggio Salentino": una serie di eventi di cultura, arte, musica, sport, enogastronomia per tutto il mese di maggio 2014».
Lecce. L'ex Caserma Cimarrusti nell'incuria. Aguglia: Diventi un polo di eccellenza
L'ex Caserma Cimarrusti, un edificio seicentesco di via Libertini a Lecce, è uno dei contenitori storici abbandonati nel borgo antico della città. Il progetto di riutilizzo dell'edificio come centro commerciale di esposizione permanente e vendita dei prodotti di eccellenza del Salento è stato proposto dalla Celestass, un'associazione per il paesaggio e i centri storici del Salento, guidata dall'ex presidente del Fai Giuseppe Aguglia. Tuttavia, la Provincia di Lecce ha deciso di vendere l'edificio alla Cassa Depositi e Prestiti per cartolarizzare i beni e salvaguardare gli equilibri di bilancio.
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