La Snai: «Ma San Siro è in crescita» «Noi non siamo i proprietari del cavallo, siamo coloro che lo ospitano volentieri nel proprio giardino di casa. Ma non ci opporremmo a un eventuale trasloco della statua». Anche Snai spa, la società gestione di scommesse e di concorsi a pronostici alla quale fanno capo anche gli ippodromi milanesi, dice sì all'ipotesi di spostamento, temporaneo o meno, del Gran Cavallo di Leonardo da Vinci, attualmente ospitato nel giardino dietro le tribune del galoppatoio di San Siro. Oltre a intervenire nel dibattito sul futuro della scultura regalata nel 1999 alla città di Milano dall'americano Charles Dent, pilota d'aereo appassionato dell'opera del genio rinascimentale, i "padroni di casa" del cavallo leonardesco tengono anche a ribadire che è sbagliato considerare inadeguata l'attuale collocazione. «L'ippodromo del galoppo di Milano, l'unico al mondo dichiarato "monumento di interesse nazionale" spiegano dal quartier generale della Snai , è un immenso spazio verde nel cuore del capoluogo lombardo, vanta una tra le migliori piste d'Europa, e di recente è stato sottoposto a un'opera di ristrutturazione». Per quanto riguarda, in particolare, la visibilità del Gran Cavallo, aggiungono dalla Snai, si tratta sopratutto di inserirlo tra gli itinerari turistici, con adeguate segnalazioni, perché in effetti lo stesso stadio di San Siro è spesso meta dei tour cittadini dei visitatori. E anche se il monumento equestre alto più di 7 metri che domina il parco alle spalle delle tribune non può essere considerata a tutti gli effetti una creatura leonardesca, «è in dubbio che eserciti un grande fascino», come spiega Carlo Orlandini, presidente del Comitato per il cavallo di Leonardo, anche per effetto della sua doppia storia: quella rinascimentale, cioè dell'opera rimasta incompiuta a causa dell'invasione dei francesi del 1499 e quella di fine '900, quando un appassionato americano è riuscito con caparbietà a raccogliere fondi ed energie per realizzarla cinque secoli dopo. Ma nel frattempo, l'ippodromo rivendica il proprio ruolo nella vita cittadina: 500 corse all'anno, con picchi di 7.000 spettatori nelle grandi occasioni e comunque mai meno di un migliaio nei turni infrasettimanali della stagione (marzo-luglio e settembre-novembre), con un incremento medio di presenze del 30 nel corso del 2013. «E poi c'è un parco botanico con 72 specie, frutto della tradizione delle scuderie di regalare un albero in occasione ogni vittoria, è una meta per molte scuole e tra gli obiettivi di Snai c'è quello di offrire nuovi servizi di accoglienza per il pubblico, di farne uno spazi di aggregazione da "vivere" anche al fuori delle giornate di corse». Un percorso che trova conferma nelle parole del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, che ribadisce la disponibilità a un'eventuale trasferimento del cavallo durante l'Expo, ma triene anche a sottolineare il valore che il Comune attribuisce alla sistemazione attuale. «L'ippodromo di San Siro non è affatto una periferia abbandonata e dimenticata dice il vicesindaco e la giunta sta già lavorando a una rivalutazione e rilancio del trotto, del galoppo e di tutto il mondo del cavallo. Quindi aggiunge va benissimo verificare se un trasferimento di quella bellissima statua può essere utile all'Expo, ma resta il fatto che anche la sede attuale è importante, soprattutto se la consideriamo nell'ottica di rivalutazione e inserita in itinerari turistici adeguatamente segnalati e valorizzati».