Via libera a marzo. Prima vanno abbattute reception e padiglione Rastriglia Per «contribuire al successo del sistema moda Italia» occorre «dare armi alla moda». E la prima da realizzare a Firenze è «mettere a posto la Fortezza da Basso». Nella sala d'Arme di Palazzo Vecchio, da cui ha estrapolato la metafora, il presidente toscano Enrico Rossi annuncia che ormai Regione e Comune sono pronti a realizzare «un serio progetto di recupero per fare della Fortezza da Basso un vero centro espositivo di rilevo mondiale per la moda. Entro marzo presenteremo il cronoprogramma degli investimenti previsti (80 milioni). Interventi che andranno scaglionati perché non sarà possibile realizzarli tutti contemporaneamente, non solo dal punto di vista economico ma anche dell'esecuzione dei lavori. L'obiettivo è rendere fruibile l'intera struttura fieristica della Fortezza nel giro di qualche anno». Un impegno che viene salutato entusiaticamente dai presenti, come il sindaco di Firenze Matteo Renzi o il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani: «Siamo felici e soddisfatti, da tempo auspichiamo che la Fortezza diventi lo strumento per rilanciare il polo espositivo e così l'economia fiorentina». Ma non sarà una passeggiata. La variante urbanistica arriverà dopo il 13 gennaio in Consiglio comunale, dopo la definitiva approvazione dell'aula la giunta potrà dare il via libera (non c'è bisogno del voto del Salone de' Dugento) al progetto unitario che prevede la ricostruzione e la risistemazione di tutta il complesso mediceo. Ma prima c'è da abbattere. Perché alla Fortezza si trascina anche una vicenda giudiziaria che, se finora ha visto sempre assolti le persone indagate (ex amministratori di Firenze Fiera e di Palazzo Vecchio), ha portato il Comune a firmare, nel 2011, una ordinanza di abbattimento di alcune strutture. Entro marzo di quest'anno, dovranno essere tirate giù la reception esterna e il Padiglione Rastriglia. Tutte operazioni da fare mentre si continua però a lavorare, e per le quali vanno trovate soluzioni entro giugno, per l'evento «Florence home of fashion» annunciato ieri dal viceministro Calenda. «Location alternative andranno trovate, all'interno della Fortezza. Va capito cosa succede dopo marzo. A meno che non ci siano altre variabili» commenta il presidente di Firenze Fiera Antonio Brotini. Ma per realizzare completamente il progetto, quanto ci vorrà? Più di due anni: i lavori andranno fatti mantenendo fruibile la Fortezza per esposizioni, eventi, congressi. Alla fine però il risultato porterà, oltre ad una soluzione definitiva per gli strascichi giudiziari, ad una struttura più funzionale, completamente ristrutturata e con una superficie maggiore di quella attuale (opere «temporanee» da abbattere ed altre, come l'ex liceo Machiavelli, comprese): si passerà dai 65 mila metri quadri utilizzabili adesso a oltre 72 mila metri.
Firenze. Il tesoretto della Fortezza: pronti 80 milioni per rifarla
Il presidente della Toscana Enrico Rossi annuncia che la Fortezza da Basso a Firenze sarà trasformata in un centro espositivo di moda di rilevo mondiale. Il progetto prevede l'abbattimento della reception esterna e del Padiglione Rastriglia entro marzo, e l'apertura di un cronoprogramma degli investimenti previsti (80 milioni). L'obiettivo è rendere fruibile l'intera struttura fieristica della Fortezza nel giro di qualche anno. La variante urbanistica arriverà dopo il 13 gennaio in Consiglio comunale, e il progetto unitario prevede la ricostruzione e la risistemazione di tutta il complesso mediceo.
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