Aldo Aveta Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio Caro direttore, ho letto con grande piacere il risalto che è stato dato nei giorni scorsi dalla stampa cittadina alla firma della Convenzione tra il sindaco de Magistris e il ministero della Giustizia per l'intervento su Castel Capuano, all'interno del Grande Progetto centro storico di Napoli. La destinazione di cinque milioni di euro per tale straordinario monumento le cui funzioni sono state dismesse negli ultimi anni per l'avvenuto spostamento nelle torri del Centro Direzionale era decisione già nota e il recente perfezionamento dell'iter amministrativo conferma una scelta eccellente da parte del Comune di Napoli. A fronte di ciò, l'opinione pubblica deve sapere che esiste un voluminoso dossier sulle condizioni attuali del complesso, un Master Plan con indirizzi per il restauro e con proposte di nuove funzioni per far nascere una «Cittadella della Cultura giuridica e della Legalità». Si tratta di uno studio, frutto di una convenzione tra lo stesso ministero della Giustizia e l'Università di Napoli Federico II (Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio), che tra qualche settimana sarà anche pubblicato e potrà essere da tutti apprezzato così come lo è stato da magistrati e avvocati. La relazione finale, di centinaia di pagine e ricca di elaborati grafici, è stata consegnata non solo al ministero della Giustizia, ma anche all'ex assessore all'Urbanistica del Comune di Napoli De Falco e all'ex soprintendente Gizzi. Lo studio ha evidenziato la gravità delle condizioni attuali del complesso monumentale formato da sei livelli, ciascuno con 150-200 ambienti, e le criticità fisiche dovute alla vetustà, ma anche ad aggiunte, superfetazioni, alterazioni degli spazi, degrado delle coperture e dei sottotetti, inadeguatezza dei percorsi verticali, mancato superamento delle barriere architettoniche, caos impiantistico, eccetera. Si tratta di un monumento che dal XVI secolo ha visto svilupparsi le funzioni di Tribunale della città, i cui spazi sono stati nel tempo adeguati per soddisfare esigenze contingenti. Proprio per questo motivo lo studio ha messo in evidenza anche l'esigenza di procedere oggi con estrema cautela, perché tantissime testimonianze di valore storico-artistico sono state celate da tali trasformazioni, compiute soprattutto nel periodo post-bellico e fin quasi all'attualità. Dunque, è necessario un «approccio archeologico» per disvelare tali documenti della storia del monumento avvalendosi, soprattutto, di tecnologie innovative e non invasive tipiche di un cantiere di restauro. Lo studio è stato compiuto e, credo che sia la prima volta, da un nutrito team di docenti in gran parte della Federico II, esperti in molteplici campi disciplinari: storia dell'architettura e dell'arte, archeologia, restauro, progettazione architettonica, urbanistica, georisorse, strutture, impianti, estimo, informatica, eccetera. Trenta docenti e trenta collaboratori hanno portato a termine tale complesso lavoro, fornendo un quadro complessivo delle citate criticità, ma anche delle potenzialità del monumento, così come si dovrebbe fare nel caso di grandi complessi monumentali, e a Napoli ce ne sono tanti. È uno studio che dimostra anche l'importanza delle sinergie istituzionali e, tra l'altro, esalta la storica tradizione della «scuola» napoletana del restauro. Rivolgo un appello al sindaco di Napoli affinché tale studio sia utilizzato per gli interessi della comunità e sia alla base dei progetti di restauro che si vanno elaborando «in house», tra Comune e Soprintendenza. Sarebbe davvero inquietante che un simile patrimonio di conoscenze vi è, tra l'altro, l'inventario dell'intero patrimonio storico-artistico esistente nel monumento per questioni burocratiche o, ancor peggio, per gelosia o inadeguatezza di qualche funzionario o burocrate, venga lasciato ad ammuffire nei cassetti delle amministrazioni competenti e venissero proposti progetti di restauro che risultino essere semplici operazioni di restyling delle facciate, qualche sistemazione museale, senza affrontare i nodi critici del monumento, disvelare i suoi tesori celati, demolire le incongrue volumetrie interne, risanare coperture e tetti, adeguare i percorsi verticali, in un'operazione che vede insieme conservazione e innovazione, necessarie per tutelare il monumento, ma anche per renderlo funzionale per le nuove destinazioni compatibili. D'altra parte non si può restaurare una parte e destinarla a nuove funzioni senza aver definito prima il quadro d'insieme e le esigenze di un organismo che va considerato nella sua globalità. E lo studio citato soddisfa pienamente tale esigenza, ben intuita e perseguita con determinazione dalla dottoressa Rolleri, nel 2012 direttore dell'Ufficio speciale per gli edifici giudiziari napoletani. Peraltro, le nuove funzioni proposte coerenti con gli obiettivi del ministro della Giustizia e rispettose dei valori espressi dal monumento prevedono una molteplicità di destinazioni d'uso (da quelle museali a quelle di alta formazione, e altre connesse ai temi della legalità fino a un bar-ristoro sulle suggestive coperture), che potrebbero far realmente rinascere Castel Capuano. E con questa auspicabile «cittadella» potrà riqualificarsi anche il contesto urbano, che per la dismissione del tribunale versa in un inammissibile degrado fisico e sociale. Al sindaco, dunque, un accorato appello affinché vigili con particolare attenzione sui progetti di restauro di Castel Capuano, così che l'occasione del finanziamento destinato a tale monumento non venga sprecata, ma sia davvero il tassello di un processo graduale di rivitalizzazione del complesso e di rigenerazione urbana, con azioni mirate a valorizzare l'ingresso orientale alla città antica, che partendo da Porta Capuana attraversi l'antico castello e consenta di fruire di un eccezionale percorso turistico-culturale all'interno del tessuto antico della città patrimonio dell'Unesco. L'invito è rivolto anche ai magistrati e agli avvocati, che tanto hanno a cuore le sorti di Castel Capuano.
Napoli. Appello per Castel Capuano: Sindaco, vigili sul restauro
Il direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio, Aldo Aveta, ha espresso la sua approvazione per la firma della Convenzione tra il sindaco di Napoli e il ministero della Giustizia per l'intervento su Castel Capuano. Il complesso monumentale, che ha visto svilupparsi le funzioni di Tribunale della città, ha subito trasformazioni negli ultimi anni e ha bisogno di un approccio archeologico per disvelare i suoi tesori storici.
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