BARBERINO VAL D'ELSA La Valdelsa baciata dall'Arte. Dopo la Pietà di Marcialla attribuita a Michelangelo, un probabile coinvolgimento del Ghirlandaio, emerso durante il restauro degli affreschi nella Pieve di Sant'Appiano, accende un nuovo dibattito. E il sindaco, Maurizio Semplici, come già aveva fatto per la presunta Pietà michelangiolesca, invita esperti di tutta Italia a valutarne l'effettiva paternità. «Che la scuola di Domenico Ghirlandaio abbia operato nella pieve romanica di Sant'Appiano, è un dato certo», spiega Semplici e racconta che tutto cominciò con un complesso intervento di restauro, realizzato tra il 2008 e 2011, che riportò a nuova vita gli affreschi sulle navate e le cappelle della pieve. Ad ipotizzare, oggi, il coinvolgimento diretto del Ghirlandaio, è lo studioso di arte rinascimentale Alberto Mainardi che sostiene che «i tre affreschi della pieve di Sant'Appiano, eseguiti tra il 1486 e il 1487 sono, per lo stile, riconducibili alla bottega del Ghirlandaio e alla mano dell'allievo Filippo di Antonio Filippelli». La tesi del Mainardi emerge da un raffronto che ha messo in luce importanti analogie tra gli affreschi di Sant'Appiano e quelli di altre pievi del contado. «In particolare continua i santi sono rappresentati come vecchi con la lunga barba bianca e baffi ondulati e simili risultano anche le loro rigide pose, i lineamenti dei volti e le mani affusolate, così come simili sono alcuni temi naturalistici».