Vertice in commissione urbanistica: bocciata dall'ufficio legale l'ipotesi di una sanatoria avanzata dalla maggioranza NON si può fare. Il piano del Comune per salvare le case di Pizzo Sella si affloscia alla prima riunione utile. Anzi, diventa un boomerang dato che l'amministrazione di Palazzo delle Aquile ha deciso, nello stesso incontro tecnico che si è svolto ieri, di iniziare a riscuotere i canoni d'affitto da chi abita da anni quelle ville senza pace. L'operazione di cassa sarebbe dovuta scattare già nel novembre scorso ma è rimasta ferma fino a oggi scatenando polemiche e sospetti. Il vertice che si è svolto al centro stampa di viale del Fante ha messo assieme i componenti della com-missione urbanistica, l'assessore al ramo Mario Milone e l'avvocato del Comune Giulio Geraci. All'ordine del giorno la bozza di mozione della maggioranza che ipotizza di ripe-rimetrare Pizzo Sella e dunque avviare un processo di sanatoria come è già accaduto con altre aree della città edificate abusivamente e poi «condonate». Ma a differenza di queste, il complesso edilizio realizzato sulla collina che si erge su Partanna-Mondello è «marchiato» da una sen-tenza della Cassazione che ha rilevato il reato di lottizzazione abusiva. In questo caso non è possibile ottenere alcun condono: gli edifici vengono invece confiscati e acquisiti dal Comune che li demolirà o li riutilizzerà per scopi sociali. I dirigenti dell'ufficio legale di Palazzo delle Aquile hanno chiarito ieri che la mozione non risolve il problema, e se l'insediamento edilizio potrà essere sanato, le case resteranno ugualmente nella proprietà del Comune. Dopo quattro ore di riunione è stato così deciso di cambiare strada per evitare che le ville vadano a terra e che i proprietari che le hanno acquistate in buona fede restino senza un alloggio. La prossima ipotesi sulla quale la maggioranza ha deciso di muoversi porta al piano particolareggiato per la preriserva di Capo Gallo. La zona arriva fino a Pizzo Sella e, nel ginepraio di codici e codicilli, si spera di trovare una scappatoia. Più che altro inserire l'affaire della collina nel calderone della riserva di Capo Gallo servirà a prendere tempo e sperare che, intanto, arrivino le sentenze del Tar sulle decine di ricorsi presentati dai proprietari delle case. Proprio i proprietari dovranno astretto giro mettere mano al portafoglio e iniziare a pagare il canone d'affitto al Comune. Dopo la sentenza della Cassazione, Palazzo delle Aquile ha infatti stabilito i costi ma non ha mai riscosso il danaro. Se dovesse rinunciarvi ancora si prospetterebbe il reato di danno erariale. «Nei mesi scorsi, un dirigente che era intenzionato a riscuotere è stato trasferito dal Patrimonio alla Settima circoscrizione denuncia Davide Faraone, componente diessino della commissione Urbanistica II problema di Pizzo Sella resta la deturpazione del paesaggio, bisognerà trovare una soluzione partendo da questo punto. Altrimenti, se ci fermiamo ai canoni da riscuotere, rischiamo di favorire una semplice operazione vessatoria nei confronti di chi ha acquistato in buona fede quelle case».