«La stazione Centrale è un punto di sicura visibilità e lo spazio, nel piazzale è adeguato. Sarebbe una scelta comprensibile, diventerebbe un biglietto da visita per Milano, con la sua doppia storia». Così Salvatore Carrubba, docente di Politiche per la cultura allo Iulm ed ex assessore comunale alla Cultura, sistemerebbe il Cavallo di Leonardo, gigantesca statua equestre attualmente sistemata nel parco dell'ippodromo di San Siro. «Ma non mi dispiace la soluzione proposta da Philippe Daverio, in cima al Monte Stella aggiunge . Sarebbe divertente, un po' di ironia ci vuole con un monumento che in fin dei conti non è una vera opera d'arte». Con il pretesto del cavallo, Carrubba sottolinea l'importanza degli interventi sulla città in vista dell'Expo: «L'appuntamento del 2015 è molto importante, e gli arredi urbani contribuiscono molto a dare un sapore di "bello", quello che poi rimane nei ricordi dei visitatori». Alla stazione Centrale, come biglietto da visita della città, o sulla sommità del Monte Stella, con ironica solennità? Muovere un cavallo richiede sempre molta ponderazione. Gli scacchisti lo sanno bene. Specialmente se l'equino in questione è il più grande del mondo, è alto 7 metri e pesa 15 tonnellate. Ma, in vista dell'Expo del prossimo anno, quando la città dovrà mostrare il suo volto migliore, si torna a ragionare sulle possibili collocazioni alternative dell'imponente Cavallo di Leonardo, che sebbene non sia un'autentica scultura vinciana porta con sé una ricca storia. Anzi due. Quella che nasce dai disegni del genio rinascimentale e quella del pilota americano Charles Dent che se ne innamorò e volle a tutti costi trasformare quel progetto leonardesco in una scultura. Quando, nel 1999, gli eredi di Dent ne donarono una delle due copie a Milano, assessore alla Cultura era Salvatore Carrubba, oggi docente di Politiche per la cultura allo Iulm. E per ragionare con lui sulla possibile nuova destinazione, bisogna ripartire dall'inizio. Professor Carrubba, come andarono le cose? Come mai il Cavallo è finito a San Siro? «Non fui io a scegliere . Anzi, avevo subito indicato una porta della città come Malpensa, ma loro, gli americani, volevano assolutamente che il cavallo che regalavano a Milano fosse sistemato in un luogo protetto. Li portammo in giro per la città e alla fine si innamorarono della soluzione dell'ippodromo, con un senso culturale e architettonico e in più con un cancello». E il Comune accettò perché a caval donato...? «Sì,era una cortesia dovuta, e in più all'epoca c'erano progetti sull'area degli ippodromi, l'ippica non era in risi come adesso e si voleva farne anche uno spazio di aggregazione per i bambini». Però i quella posizione è visibile a pochi. «Sì, anche perché nel frattempo gli ippodromi hanno attirato sempre meno persone. Ma negli anni ho sentito molte proposte impraticabili: è una statua imponente, non può andare ovunque, in una piazzetta , ha bisogno di uno spazio ampio». Per esempio quale? La stazione Centrale è quello più citato... «Eh sì, è un punto di sicura visibilità e lo spazio, nel piazzale, può essere adeguato, c'è sempre un grande passaggio. Sarebbe una scelta comprensibile, diventerebbe un biglietto da visita per Milano, con la sua doppia storia. Anche se a me non dispiace anche la soluzione proposta da Philippe Daverio, in cima al Monte Stella. Sarebbe divertente, un po' di ironia ci vuole con un monumento che in fin dei conti non è una vera opera d'arte». Al di là del caso del Cavallo di Leonardo, qual è il senso degli arredi urbani, in vista di Expo? «L'appuntamento del prossimo anno è molto importante per la città, e gli arredi urbani contribuiscono molto a dare un sapore di "bello", quello che poi rimane nei ricordi dei visitatori. In tutta Europa si investe molto in questo, sono soldi spesi bene, soprattutto in chiave Expo: è il marketing urbano». E cosa si dovrebbe fare a Milano? «Una grammatica urbana coerente, cioè panchine, pali e fontane uguali ovunque, per esempio. E poi creare percorsi artistico-culturali, itinerari rinascimentali o ottocenteschi, che offrano diversi modi per vivere la città anche agli stessi milanesi».
Milano. Più visibilità al Cavallo di Leonardo
Il Cavallo di Leonardo, una statua equestre di 7 metri, è attualmente sistemata nel parco dell'ippodromo di San Siro. Il docente di Politiche per la cultura allo Iulm, Salvatore Carrubba, propone di trasferirla alla stazione Centrale, considerata un punto di sicura visibilità e con uno spazio ampio. Altri hanno proposto di collocarla in cima al Monte Stella, con ironia, considerando che il monumento non è una vera opera d'arte. Carrubba sottolinea l'importanza degli interventi sulla città in vista dell'Expo del prossimo anno, che richiede un'immagine positiva e "bella" della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo