Beni culturali. La giravolta di Crocetta riapre il problema della carenza di personale. I progetti per il futuro La giravolta del presidente della Regione ha riproposto l'annosa questione della carenza di custodi nella Sicilia Orientale, carenza che mette a rischio l'apertura di musei, monumenti e parchi tanto più nei giorni feriali e festivi, quelli di massima affluenza di visitatori e turisti. La grave situazione nel parco ARCHEOLOGICo, le chiese sbarrate di via dei Crociferi e le nuove iniziative e progetti dell'assessore comunale alla Cultura che vuole costruire un unico percorso culturale condiviso. Il balletto di decisioni del presidente della Regione Crocetta sulla fruizione dei siti culturali - di cui ha prima annunciato la chiusura in questi giorni festivi, per mancanza di un accordo sugli straordinari, per poi fare una rapida marcia indietro - mostra, ancora una volta, l'imbarazzante superficialità e incompetenza con cui vengono gestiti i beni culturali che pure sono la principale risorsa del nostro territorio. Evidente che i dirigenti di musei e parchi archeologici non possono modificare il proprio calendario di punto in bianco, solo perché leggono sui giornali del sabato che il giorno dopo e quello successivo i siti di loro competenza devono essere aperti. Una richiesta assurda, come assurda era la decisione di sottrarre musei e parchi alla fruizione collettiva proprio nei giorni di festa quando i residenti hanno maggiore disponibilità di tempo per le attività culturali e i turisti arrivano proprio per poterne godere. Così i siti aperti oggi e domani, giorno dell'Epifania, sono quelli per cui i vari enti avevano già programmato in tal senso, con notevoli sacrifici. Ma se, facendo salti mortali, si è riusciti a garantire ai visitatori un'offerta culturale dignitosa in questi due giorni di festa, il problema rimane. Ed è spinoso. Manca un coordinamento tra i vari enti, cosicché ognuno decide autonomamente e ogni sito ha il proprio orario. Non solo. Non esiste un sito ufficiale di Catania in cui gli interessati possano sapere che cosa possono visitare in un dato giorno, con quali orari e che cosa offre la città dal punto di vista artistico e culturale. Ma, prima ancora, la stessa apertura di musei e monumenti è un terno al lotto. Dipende dalla dedizione e dall'intraprendenza dei dirigenti, dalla salute dei custodi e dalla disponibilità degli altri impiegati a sostituirli in caso di necessità. Accade per i monumenti archeologici, oggi sotto la direzione del «Museo regionale di Catania». Per assicurare la fruizione del teatro greco-romano, dell'anfiteatro, delle terme della Rotonda e di quelle dell'Indirizzo la responsabile, dott. Maria Grazia Branciforti, può contare su appena 20 custodi, solo sei dei quali assunti dalla Regione. Gli altri lavorano per la società Sas, ex Beni culturali Sicilia, e alcuni di loro hanno un contratto part-time. Inoltre, in base al contratto nazionale, non è possibile lavorare per più della metà dei giorni festivi e vanno garantiti i diritti dei lavoratori e, in particolare, quelli delle mamme con bimbi piccoli e di chi ha a carico un parente disabile. E questo significa meno personale in servizio. Non solo. Spetta a questi pochi custodi - contro gli oltre 300 assegnati a Palermo - anche la videosorveglianza notturna della sede della soVrintendenza, della biblioteca, di casa Vaccarini, di casa Verga e della chiesa di San Francesco Borgia. «Facciamo i turni per tutto il mese - racconta la dott. Branciforti - ed è un miracolo se riusciamo a tenere aperti i monumenti, ma se qualche custode si ammala dobbiamo chiudere. Il più a rischio è l'anfiteatro, che non ha biglietteria, ma, se è possibile, qualcuno di noi lascia il teatro e va ad aprirlo per accompagnare gruppi o persone che ne fanno richiesta. In piazza Stesicoro, proprio per questo, abbiamo affisso un cartellone con i nostri numeri. Le terme della Rotonda possiamo aprirle solo due giorni a settimana, il mercoledì, fino al pomeriggio, e la domenica mattina, ma solo perché abbiamo fatto una convenzione con l'associazione di volontariato «Etna 'ngeniousa» costituita da ragazzi preparati che fanno riferimento alla libreria antiquaria Prampolini. Sono loro ad aprire, a vigilare, a guidare i visitatori e persino a pulire. Sono loro che, nel periodo natalizio, hanno promosso e realizzato concerti e spettacoli teatrali. Se altre associazioni serie ce ne facessero richiesta, per collaborare alla gestione di altri siti, ne terremmo conto perché facciamo una fatica enorme a garantire l'apertura dei monumenti, e dire che il turismo è la nostra risorsa. Eppure si continua a non programmare». Il problema è sempre lo stesso: la mancanza di risorse per potere pagare i custodi. E' il motivo per cui le chiese di via dei Crociferi abitualmente sono chiuse. Sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità, ma nessuno può goderne. Il responsabile dei beni culturali della Diocesi, padre Carmelo Signorello, sostiene che «affermarlo è un luogo comune perché le chiese sono luoghi di culto e, in quanto tali, sono aperte durante le funzioni». E' questo il caso della chiesa di San Giuliano e di quella delle Benedettine «la cui comunità si organizza come meglio crede. E poi San Francesco all'Immacolata è sempre aperta e San Camillo lo è nei pomeriggi». Ma le chiese sono anche templi dell'arte e del sapere e devono poterne fruire tutti, regolarmente. Non a caso don Signorello ricorda il periodo lontano in cui, per un anno, tutte le chiese di via dei Crociferi vennero tenute aperte grazie ai giovani del servizio civile. Così si torna al cuore del problema, alla necessità di coordinare una politica culturale per la città e di garantire l'apertura coordinata di tutti i siti. Ed è quanto si propone di fare l'assessore comunale alla Cultura Orazio Licandro. Innanzitutto, a casa propria, da settembre, ha esteso la turnazione dei lavoratori, prima limitata alla Nettezza urbana e alla polizia municipale. «Come se la Cultura fosse la Cenerentola! ». Cosicché adesso i musei comunali sono sempre aperti anche nei giorni festivi. Ancora. La prossima settimana ha in programma di aprire un tavolo con tutti gli operatori culturali ed economici di città per stabilire una strategia condivisa per le politiche culturali e per il turismo. «Vorrei coinvolgere tutti - dai teatri alle associazioni delle guide turistiche, ai musei privati, ai ristoratori - per coordinare le iniziative e la gestione del patrimonio culturale e artistico, senza steccati, realizzando un unico circuito culturale. Dobbiamo realizzare una carta dei servizi, "Catania card", che dia ai turisti la possibilità di visitare tutti i musei e i monumenti, di utilizzare i mezzi pubblici, bus e metro, di avere sconti nei ristoranti e negli alberghi convenzionati. La card si potrà acquistare on line o nelle agenzie e dobbiamo fare in modo che i turisti restino a Catania, a differenza di quanto avviene oggi con chi sbarca dalle navi crociera e si ferma al massimo due ore. Anche con la Curia abbiamo avviato un rapporto di collaborazione inserendo nella rassegna natalizia del Comune un ciclo di musica sacra eseguita in chiesa». Sa bene l'assessore alla Cultura che il problema centrale è quello della carenza di risorse che impedisce agli enti di dotarsi del numero necessario di custodi. Lo sa, ma sa anche che, proprio in Sicilia, ci sono modelli virtuosi, come quello di Scicli dove una cooperativa di ragazzi tiene aperti tutti i palazzi storici, le chiese e i monumenti e li illustra con competenza in cambio di un'offerta libera. Ma ottimi modelli li abbiamo anche a Catania, come l'associazione «Officine culturali», che gestisce magnificamente l'ex monastero dei Benedettini, e, più di recente, l'associazione «Etna 'ngeniousa» che gestisce, a titolo gratuito, le Terme della Rotorda. «Dobbiamo pensare insieme a qualcosa di analogo per aprire tutti i nostri monumenti», dice Orazio Licandro. E sarebbe bello, dopo decenni che se ne discute invano, se questo progetto diventasse, infine, realtà. 05012014