Vorrei avviare un'attività di servizi commerciali (libri, riviste specializzate e gadget in genere) in una galleria d'arte o museo della provincia in cui sono residente. Che cosa devo fare? Luca R. (Cremona) La gestione di servizi aggiuntivi offerti al pubblico a carattere editoriale in genere o di caffetteriaristorazione e simili all'internodi musei, biblioteche e archivi di stato, gallerìe, ecc. è affidata in concessione dal soprintendente o dal capo di istituto competente a soggetti privati e ad enti pubblici economici, previa licitazione privata con almeno tre offerte valide. Il ministero per i Beni culturali ha stabilito che possono partecipare alle licitazioni tutti i soggetti pubblici o privati che esercitano attività d'impresa (legge 41993) I servizi aggiuntivi che possono essere offerti al pubblico a pagamento, previsti dalla legge, sono: a) servizio «editoriale» e di vendita riguardante le riproduzioni di beni culturali e la realizzazione di cataloghi ed altro materiale informativo; b) servizi riguardanti i beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito nell'ambito del prestito bibliotecario; e) servizi di «caffetteria», di «ristorazione», di «guardaroba» e di vendita di altri beni correlati all'informazione museale. I tempi di apertura e chiusura dell'attività sono direttamente collegati a quelli della struttura ospitante, mentre gli spazi lavorativi,ricavati all'interno della stessa, sono dati in concessione d'uso attraverso un contratto determinato fra le parti.
Servizi commerciali in gallerie e musei.
Il ministro per i Beni culturali ha stabilito che i servizi aggiuntivi offerti al pubblico a pagamento in musei, biblioteche e gallerie d'arte possono essere affidati in concessione a soggetti privati o pubblici. I servizi autorizzati sono: servizio editoriale e di vendita, servizi bibliotecari, servizi di caffetteria e ristorazione, guardaroba e vendita di beni correlati all'informazione museale. I tempi di apertura e chiusura sono collegati a quelli della struttura ospitante, mentre gli spazi lavorativi sono dati in concessione attraverso un contratto determinato. La gestione è affidata al soprintendente o al capo di istituto competente, previa licitazione privata con almeno tre offerte valide.
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Bene culturale
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