L'AFFARE De Luca si complica. Il sindaco di Salerno è irremovibile e mantiene la carica di viceministro senza deleghe. Ma intanto il Consiglio di Stato si esprime sul Crescent, l'opera controversa fronte mare, bloccata dalla magistratura. Per la verità le 130 pagine del Consiglio si prestano a più letture, se possono diventare oggetto di antitetiche interpretazioni da parte del Comune di Salerno e di Italia Nostra. Di certo il soprintendente ai beni paesaggistici, Gennaro Miccio, è chiamato ad esprimersi su richiesta del Consiglio di Stato: e, da quel che si sa, non sa bene che pesci pigliare. DAL Movimento 5 Stelle parte un'interrogazione parlamentare. Chiede al ministro Bray di sollecitare l'abbattimento di quello che viene definito un "eco-mostro". Ma tutto questo non sfiora minimamente il sindaco di Salerno, che procede imperturbabile soprattutto nella sua azione disciplinante di fustigatore dei costumi. Ormai è calato totalmente nel personaggio abilmente costruito negli ultimi vent'anni: sarcasmo nei confronti degli avversari, decisionismo spinto fino all'insofferenza per ogni tipo di controllo di legittimità, magniloquenza e retorica da tribuno della plebe, mitologia del fare come misura della politica sono stati e sono le caratteristiche di un politico di lungo corso, che, almeno apparentemente, non sembra logorato dallo scorrere del tempo. Da Lira TV addita alla vergogna della popolazione salernitana la signora col perizoma e un'altra col foulard che gettano i rifiuti intorno alla campana per il vetro: pagheranno 500 euro di multa. Nella sua ventennale carriera, interrotta solo dal mandato di De Biase, De Luca ha conquistato i titoli più svariati: 'a Funtana, per alludere all'abbellimento di piazze della città con giochi d'acqua (e mancava solo il sottofondo musicale per far assimilare il sindaco alla magnificenza del Re Sole, Luigi XIV); 'o Sceriffo, quando dotò di manganelli la polizia urbana per prevenire l'irrequietezza dei clandestini; più di recente 'o Faraone, non tanto e non solo per l'opera monumentale del Crescent, ma per il sogno, coltivato dal sindaco, di costruire un mausoleo funerario con le sue ceneri al centro della piazza fronte mare. Eppure tutti questi attributi, con la loro carica ironica, non sono spie e testimoni di uno scontento, di un'opposizione verso De Luca: sono piuttosto il contrappunto simpaticamente complice di cittadini che, pur non condividendo le manifestazioni caratteriali del loro sindaco, tutto sommato si sentono adeguatamente rappresentati. È questo meccanismo di reciproca appartenenza che ha garantito e garantisce ancora il successo del personaggio. Il quale sicuramente non ha una visione ortodossa della democrazia, se impone alle telecamere riprese a tempo determinato e limitato - massimo tre minuti - delle riunioni consiliari. Ma ha dimostrato una straordinaria capacità di acquisire consenso per sé e per gli altri: sindaco che viaggia con una media del 70, capace, nella sua città, di far guadagnare a Renzi oltre il 90. E si tratta di un consenso spalmato fra ceti e settori più diversi: da quelli popolari, ai professionisti della media borghesia cittadina, ai commercianti spina dorsale di Salerno, alle forze imprenditoriali. Insomma le censure sulle sedute del consiglio comunale, le telecamere che spiano i comportamenti irregolari di qualche cittadino, la determinazione nel conservare il cumulo delle cariche, il sogno di una grandeur forse stucchevolmente provinciale non sono sufficienti ad oscurare l'indubbia capacità amministrativa del primo cittadino e il solido legame con una Salerno che probabilmente si rispecchia come comunità negli stessi difetti del suo sindaco e, attraverso di lui, alimenta quel duello mai veramente concluso tra Napoli e la seconda città della Campania. Da questo punto di vista De Luca ha intuito che le luci natalizie non sono solo la meta ormai obbligata di turisti provenienti da tutta la regione, ma anche una metafora del luminoso rapporto con la città. De Luca è l'ultimo residuo della stagione dei sindaci, la continuazione estenuata dei suoi effetti con altri mezzi. Ma per ora funziona. E c'è solo da chiedersi quanto durerà ancora e se il sindaco viceministro potrà restare a lungo in un'anacronistica fase di sospensione.
CAMPANIA - L'ultimo residuo di una stagione
Il sindaco di Salerno, De Luca, mantiene la carica di viceministro senza deleghe nonostante le critiche. Il Consiglio di Stato si esprime sul Crescent, un'opera fronte mare bloccata dalla magistratura. Il sindaco procede imperturbabile nella sua azione disciplinante e continua a conquistare consenso tra i cittadini. De Luca ha intuito che le luci natalizie siano una metafora del rapporto con la città e continua a funzionare come sindaco. Tuttavia, si chiede quanto durerà ancora il suo mandato e se potrà restare a lungo in una fase di sospensione.
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