Giovannini dopo le nuove scritte: «Indagini e repressione putroppo non bastano» Erano già apparse scritte minacciose contro l'oste che a novembre era stato malmenato per aver cercato di impedire ad alcuni appassionati di scaricare le bombolette spray sui muri di Palazzo Poggi in via Belmeloro. È accaduto qualche settimana fa, le scritte contro l'oste sono state subito cancellate. Anche questo episodio ha convinto il 29enne, che gestisce un locale in zona universitaria, ad esporsi il meno possibile. E del resto aveva già cortesemente rifiutato la Turrita d'Oro con cui il consiglio comunale aveva deciso di premiare il suo gesto. Un intervento casuale, quello di novembre in via Belmeloro, l'oste non aveva intenzione di trasformarsi in portabandiera della lotta agli imbrattatori. Proprio Palazzo Poggi in via Belmeloro nei giorni scorsi è stato di nuovo macchiato da scritte, improprio chiamarle graffiti, che sempre più spesso contengono messaggi ironici contro chi vorrebbe i muri puliti: «I love degrado», «basta scritte» e sciocchezze del genere, altro che writer. «Gesti che denotano arroganza e sentimenti di sfida a chi vorrebbe, e sono la stragrande maggioranza dei cittadini, vivere in un contesto urbano analogo a quello di tante altre città europee», ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa, rispondendo a una domanda sull'escalation «polemica» degli imbrattatori. «Questi soggetti vanno disprezzati ed isolati perché le indagini e la repressione, seppur doverosa, ovviamente non possono bastare ad arginare il fenomeno», ha detto ancora Giovannini, impegnato da anni sulla questione. La Procura è in campo. Ci sono fascicoli con decine di indagati per deturpamento e danneggiamento aggravato (in centro è sempre danneggiamento aggravato perché gli edifici sono vincolati). L'inchiesta è coordinata dal pm Giampiero Nascimbeni sotto la supervisione di Giovannini e condotta dalla sezione di polizia giudiziaria dei vigili urbani che continua a lavorare sulle foto e su internet per individuare gli autori delle scritte e chi si nasconde dietro questa o quella «tag» (firma) sotto i graffiti. Ci lavorano anche i carabinieri della compagnia Bologna centro e per le sue competenze specifiche la Digos. La Procura non esclude di contestare l'associazione a delinquere a eventuali gruppi dotati di un minimo di consistenza. Nel frattempo sono finiti nei guai anche writer di riconosciuto valore artistico, come Alice, che espone ai Musei Capitolini a Roma ma se si esibisce in strada viene trattata come chiunque altro, e attivisti del Cua (Collettivo universitario autonomo) per i disegni a vernice spray appena rimossi dal Comune sulla facciata del Teatro Comunale. C'è un piano straordinario che porterà a riverniciare anche l'area dietro l'Archiginnasio e quella della Montagnola. Molte scritte, comprese quelle degli ultimi giorni in zona universitaria, contengono simbologie variamente riconducibili a ispirazioni anarchiche e antagoniste. E del resto anche il 21enne triestino denunciato per le lesioni all'oste, l'unico identificato (per ora) dei quattro che a novembre gli hanno rotto i denti e provocato altre lesione suon di pugni e calci, è già noto per le sue frequentazioni anarchiche. L'oste non ha riconosciuto nessuno ma ci sono testimoni e immagini girate da telecamere, che possono consentire di identificare anche gli altri.