Personale insufficiente: statue e mosaici pompeiani diventano vulnerabili NAPOLI «Una Notte al Museo». Alla fine si è fatta. Sì, ma come? Se persino gli Uffizi restano chiusi il primo dell'anno - e il direttore del complesso fiorentino guadagna appena 1800 euro netti al mese - vista l'aria che tira sarà utile premettere che «Una Notte al Museo» non è la commedia di Levy con Ben Stiller e Robin Williams, ma la pregevole iniziativa ministeriale che ha visto aprire al pubblico, sino alla mezzanotte, pure di 28 di dicembre, anche l'Archeologico, Palazzo Reale e Capodimonte a Napoli, capoluogo che non fa eccezione con le altre città d'arte: c'è qualcosa che non va nei Beni Culturali, qualcosa che troppo spesso esula dalle possibilità delle singole soprintendenze, non si stancano mai di ripeterlo, ad esempio, Salvatore Settis o Tommaso Montanari, intervenendo ora sul ridimensionamento dell'insegnamento della Storia dell'arte alle superiori, oppure sui finanziamenti stellari per le inutili coperture ed i grossolani rifacimenti degli anfiteatri pompeiani, investimenti che non hanno impedito i noti sfracelli. I mosaici pompeiani più preziosi sono fortunatamente custoditi all'ottimo Archeologico di Napoli. Con guardiania insufficiente, però, in occasione delle mega iniziative ministeriali come appunto, «Una Notte al Museo». Insufficiente per le centinaia di visitatori passati nelle stanze della La Battaglia di Isso (o il mosaico di Alessandro del 100 a. C.) o tra le scene di teatro e maschere o le nature morte dalla Casa del Fauno. Perché non si tratta delle robuste meraviglie d'alabastro della Collezione Farnese, ma di tessere, non abbastanza distanti dai visitatori, che a sfiorarle potrebbero subire seri danni. O magari potrebbero essere scollate. E al museo quella notte la gente entrava con borsoni. C'eravamo anche noi sabato 28. Ed ecco la nostra visita. Cominciamo dal pian terreno, e davanti al Toro Farnese ascoltiamo un fidanzato redarguire la ragazza che sta per accarezzare la pantera del gruppo scultoreo. Poi osserviamo un'altra ragazza infilare le mani tre le pieghe delle vesti di un imperatore. Questa volta le diciamo noi di non toccare. Allora decidiamo di avvicinarci, troppo, alle statue o di fingere di accarezzarle, per vedere se qualcuno si accorge di noi. Nulla. Fingiamo di abbracciare busti e statue più piccole che con una spinta potrebbero letteralmente finire a terra. Nessuno ci ferma o ci sgrida. Passiamo ai mosaici, al piano ammezzato. Qui non c'è quasi mai distanza dai reperti, salvo qualche nastro assolutamente simbolico, nessun dissuasore. Davanti alle maschere facciamo il gesto di imbrattarle con un rossetto (chiuso) o di toccarle fermando le dita a pochi centimetri dalle tessere, anche qui nessuna reazione. Finalmente incontriamo un guardiano, sulla porta del Gabinetto Segreto, la sezione di reperti «erotici» sulla «sessualità antica: dal caricaturale al piacere di coppia». Naturalmente è la più affollata. Troppo. Con piacere osserviamo l'uomo sulla porta, paonazzo e affaticato, darsi da fare per contenere e organizzare gli ingressi. Solo alla porta contiamo tre guardiani, ma restano l'uno accanto all'altro. Fuori, ci sono i mosaici incustoditi. Chiediamo spiegazioni al buon lavoratore, e questi risponde: «Che vuole che le dica, siamo precari di una ditta di vigilanza esterna, stiamo qui dalle 20 a mezzanotte per 30 euro e certamente siamo in pochi, guardi quanta gente». Un vero peccato per un gioiello di museo che resta comunque fiore all'occhiello del Paese, il non poter fare affidamento su risorse maggiori e personale qualificato. Agli scrigni dei nostri tesori si presta la minima attenzione.
Corriere della Sera
5 Gennaio 2014
✓ Entità verificate
Napoli. Una Notte al Museo senza guardiania
LU
Luca Marconi
Corriere della Sera
Una Notte al Museo è stata aperta al pubblico anche a Napoli, con l'apertura sino alla mezzanotte del 28 dicembre. Tuttavia, la visita è stata segnata da problemi di personale insufficiente, che ha reso vulnerabili i reperti come statue e mosaici pompeiani. I visitatori sono stati in grado di avvicinarsi troppo alle opere d'arte senza essere fermati, e alcuni hanno anche toccato o accarezzato le tessere dei mosaici. I guardiani sono stati pochi e non hanno potuto controllare efficacemente l'accesso ai reperti.
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