COMO Una fondazione ad hoc per la gestione del museo del ciclismo del Ghisallo e di tutti gli altri musei sportivi della Lombardia. È ciò a cui sta lavorando dallo scorso novembre il Pirellone. «E se finora ci sono stati dei rallentamenti, non è per colpa della Regione, ma del ministero dei Beni culturali, da cui attendiamo, dopo le festività, una conferma ufficiale sul progetto per l'istituzione di una fondazione che dovrà gestire queste esposizioni permanenti», spiegano gli assessori Antonio Rossi (sport) e Cristina Cappellini (cultura). Ma il licenziamento dei tre dipendenti del museo del Ghisallo, a Magreglio (Como), ha riacceso i riflettori sul futuro delle sale, chiuse per la pausa invernale dal 3 novembre scorso e che difficilmente riapriranno i battenti la prossima primavera, considerato che l'esposizione è schiacciata dai debiti (80 mila euro). Spiegano ancora gli assessori Rossi e Cappellini: «Abbiamo già fissato un appuntamento con Vittorio Adorni (l'ex campione, ndr) per una valutazione di carattere tecnico. Attendiamo anche che l'attuale Fondazione ci dia segnali chiari sulle azioni che vuole intraprendere».