Dallapè di Stradella: memoria da salvare PAVIA Se a Stradella chiedi le specialità del posto ti arrivano pane, salame e Bonarda e poi la «fisarmonica», anzi la sua storia: che poi è una favola e passa proprio di qui. La vita suona come un mantice, avanti e indietro, e se il «ritornello» è buono, dopo alti e bassi, alla fine si diventa ricchi e famosi. È la storia di Mariano Dallapè, classe 1846, nativo del sud Tirolo (a quel tempo austriaco), del suo organetto e delle sue peripezie di ritorno verso casa da Genova, dove era andato a cercare fortuna in «Italia» come minatore in porto. Lui, contadino e musicista, con la polvere da sparo, a far saltare massi per allargare le darsene, non era portato: ferito a una gamba, zoppicante e senza soldi, sulla strada del ritorno, sbarca la giornata suonando con maestria il suo organetto (austriaco) nelle osterie. La strada è lunga e passa anche dalla Val Versa e da Stradella. La musica è allegra, la gente simpatica, Mariano si fa voler bene da tutti, trova lavoro nelle vigne e trova anche l'amore. Ma il miracoloso strumento s'inceppa, e nessuno lo sa aggiustare: ci mette le mani lui stesso e da quel giorno non le toglierà più. Lo migliora, lo perfeziona, ci prende passione: costruisce da solo la prima fisarmonica moderna. È il 1876: nasce la Dallapè, con un solo addetto. Arriverà ad averne 300 nel giro di pochi anni e diventerà sinonimo di fisarmonica in tutto il mondo: un simbolo del prestigio italiano. Oggi l'azienda è chiusa, lo racconta il pronipote e ultimo titolare: Amleto Dallapè. Le porte si aprono eccezionalmente per il Corriere. La vista è desolante ma piena di storia: i banchi da lavoro sono coperti da «fantasmi» di cellophane, gli attrezzi, tra le ragnatele, sono appesi al chiodo, il silenzio riempie il vuoto dei grandi capannoni, la musica dei torni e delle fisarmoniche è ferma da tempo. «L'ultima consegna dice Amleto Dallapè l'abbiamo fatta in Spagna nel 2010, non tanto per la mancanza di ordini quanto per la mancanza di operai». E prosegue: «Qui tutto si faceva rigorosamente a mano, e la maestria degli ultimi artigiani non ha avuto seguito, sostituirli è stato impossibile». Una storia che sa di leggenda e di invenzioni: «Il mio prozio continua Amleto nel racconto ha inventato la doppia ancia, cioè quella listella di metallo che vibra con l'aria e che fa musica; lui, Mariano Dallapè, l'ha resa doppia, così da far suonare la fisarmonica "diatonica"»: le note vanno avanti e indietro al ritmo del mantice che si allarga e si chiude. Un'innovazione, un successo fuori dai confini. Tanto è stato che Stradella, Dallapè e Castelfidardo, nelle Marche, altro polo d'eccellenza nella costruzione di fisarmoniche, si sono contesi la supremazia, al punto tale da farsi guerra, sempre con lo stile della galanteria dei tempi, fin su un francobollo: «L'ha vinta mio zio, il Cavaliere Dallapè, con un po' di fortuna: sua l'immagine e quella di Stradella che primeggia nel bollo di Stato del 1989». Oggi la Dallapè ha chiuso i battenti: acquistata tre anni fa dal marchio giapponese Roland, ora fornisce un pregio tutto italiano agli strumenti digitali musicali prodotti dalla società nipponica. Ma il rischio è che la vecchia fabbrica venga abbattuta. Anche se a Stradella si pensa a un gesto d'amore: l'amministrazione comunale, che ha sempre dimostrato attenzione ai beni culturali come con il restauro del Teatro Sociale (definito da tutti una piccola Scala), potrebbe occuparsi della famosa ditta di fisarmoniche (o la Soprintendenza potrebbe porre un vincolo a questo gioiello di archeologia industriale): la storia della cultura italiana attende attestati di merito e di memoria.
Stradella.L'ultima fisarmonica. La fabbrica delle note rischia l'abbattimento
Mariano Dallapè, un musicista e contadino del sud Tirolo, nato nel 1846, ha creato la famosa Dallapè, una fabbrica di fisarmoniche. La sua storia è legata alla sua musica e alle sue peripezie. Dopo essere stato ferito e zoppicante, Mariano ha trovato lavoro suonando il suo organetto nelle osterie e ha incontrato l'amore. Tuttavia, il suo strumento si è inceppato e lui stesso l'ha aggiustato, migliorandola e perfezionandola. Nel 1876, Mariano ha costruito la prima fisarmonica moderna, che è diventata sinonimo di fisarmonica in tutto il mondo.
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