RUOTA panoramica sì o no? Si complica la questione dello "spettacolo viaggiante" che, come quella di Place de la Concorde a Parigi, si vorrebbe inserire nella cornice del Valentino,a fianco di Torino Esposizioni, tra il Giardino Roccioso e il monumento al Duca d' Aosta. Un' attrazione per i turisti anche in vista dell' Expo 2015, prevista ora per tre anni, già approvata in linea di massima dalla giunta comunale, in attesa del pronunciamento degli enti competenti. La "Ruota" - che avrebbe già trovato i costruttori e finanziatori, la ditta Wheels of Excellence con l' Agis e Massimo Pittaluga - non ha ottenuto però finora il parere favorevole, senza il quale non si può procedere, del soprintendente ai Beni architettonici Luca Rinaldi. Che spiega a Repubblica i motivi del suo dissenso. Architetto Rinaldi, perché non concede l' autorizzazione? «Non esiste autorizzazione perché non esiste il progetto. Mi è stato solo sottoposto lo scorso aprile uno schizzo per la possibile collocazione di uno "spettacolo viaggiante" dietro il monumento al Duca d' Aosta. Una collocazione molto infelice, rispetto anche alla prima ipotesi di realizzarla davanti all' Istituto di Fisica, lungo corso Massimo d' Azeglio, perché lo spazio tra il monumento e il Giardino Roccioso è assai limitato, in diretto rapporto inoltre con il Borgo Medievale. Ma non si deve considerare solo la ruota panoramica, alta almeno 60 metri, pari ad un palazzo di venti piani: ci sono le strutture connesse, recinzioni, chioschi, biglietterie, servizi, percorsi pedonali e carrabili, che non possono essere realizzate senza una pesante alterazione dei luoghi. In ogni modo, aspetto che arrivi sul mio tavolo la richiesta per esprimere un parere. Rimangono le "forti per plessità" da me già espresse un anno e mezzo fa al Comune». Può essere rilevante il fatto che la ruota rimanga tre anni, invece dei nove previsti in precedenza? «Assolutamente no. Si tratta di valutare se la realizzazione della ruota panoramica è compatibile con la corretta tutela e valorizzazione di uno dei più prestigiosi parchi urbani storici d' Italia. Da noi non c' è niente di più definitivo che un allestimento temporaneo. Se la Soprintendenza infatti dichiara la compatibilità della struttura, nulla vieta che alla scadenza il permesso possa essere reiterato all' infinito». L' Expo 2015 potrà portare a un accordo tra le parti? "Un' opera da luna park al Valentino? Scelta infelice per un' area delicata" «Se si vuole sfruttare l' occasione dell' Expo mi aspetto che la richiesta del Comune sia limitata alla sola durata dell' evento». La Direzione regionale però ha già dato l' assenso, non è così? «Sì, l' ho letto sui giornali. Lo intendo come un generico auspicio, assolutamente condivisibile, affinché si trovi una soluzione. Sulle competenze si fa molta confusione. La Direzione regionale guidata dal dottor Turetta ha compiti d' altronde di coordinamento e controllo, non di esprimere il parere tecnico-scientifico sui progetti. Se permanessero pareri discordanti, la sede idonea di discussione è il Ministero, dal ministro Bray ai Comitati tecnico scientifici e alle Direzioni generali competenti, a cui ci si riserva di trasmettere gli atti. Teniamo conto che non si conoscono in Italia casi di simili strutture erette in aree così fragili dal punto di vista monumentale e paesaggistico, né esistono possibili paragoni in altre città europee»". Ci sono alternative per una diversa collocazione a Torino? «Sono in stretti rapporti con il Comune e so che ci sono sul tappeto altre ipotesi. La città che investe in cultura, sempre rilanciata dal sindaco Fassino, deve interrogarsi sulla sostenibilità culturale di queste ipotesi, in un luogo assunto dalla città a suo simbolo, accanto alla Mole».