SCONFITTO nel 312 da Costantino e letteralmente fatto a pezzi prima di essere gettato nel Tevere, l' imperatore Massenzio non è scomparso. A Roma ha lasciato infatti più meraviglie del suo augusto, cristiano, spietato rivale: la Basilica in via dei Fori, il tempio del figlio Romolo sulla via Sacra, la domus a Monteporzio Catone. Nell' ombra sono rimasti fino ad oggi i resti della villa suburbana che sorge a ridosso del magnifico Circo di Massenzio sull' Appia Antica. Ma restauri iniziati tre anni fa hanno ora ridato luce ad alcuni gioielli della principesca dimora: il monumentale sepolcro di famiglia con il suo arioso quadriportico, le possenti vestigia dell' aula Palatina, i deliziosi affreschi di una domus sottostante (e precedente) sui quali lasciò nel ' 700 la sua firma da "graffitaro" il grande Gianbattista Piranesi. Questi monumenti sono stati collegati da un percorso tra natura e cultura che la sovrintendenza ai Beni culturali e l' assessorato comunale alla Cultura stanno mettendo a punto in vista dell' apertura al pubblico tra due mesi e mezzo. I visitatori che varcano il cancello del Circo di Massenzio sull' Appia Antica ora si devono "accontentare" della passeggiata tra i blocchi di partenza e lungo l' anello dove un tempo le bighe correvano davanti a un pubblico di 10mila spettatori. Tra qualche mese, grazie anche ai volontari del Touring Club che contribuiscono alla guardiania, per il pubblico sarà invece possibile accedere anche a ciò che resta degli appartamenti privati dell' imperatore che adorava le corse dei cavalli. Prima tappa, il mausoleo costruito da Massenzio per il compianto figlio Romolo. «Con l' ultimo restauro abbiamo ripristinato l' entrata antica, quella verso la villa, e ora l' interno si illumina della luce che entra dalle finestre a bocca di lupo e che, al tramonto, sembra d' oro», dice scendendo gli scalini l' archeologa Carmelina Camardo che da 30 anni si occupa dei resti del Circo. In due anni la ditta Angeloni, seguendo il progetto dell' architetto della Sovrintendenza Sebastiano La Manna, ha eliminato le infiltrazioni d' acqua dal tetto, strappato gli arbusti infestanti, salvato la copertura originaria dei bipedali. E fornito di due piccoli ascensori la cripta attigua al sepolcro dove, nell' Ottocento, sorse un' osteria intonata, almeno negli affreschi con scene di gladiatori, agli antichi fasti imperiali. Accanto al mausoleo c' è il moderno casale dei Torlonia che, anch' esso rimesso a nuovo, in futuro ospiterà gli apparati didattici per introdurre il pubblico allo spettacolare, perduto mondo delle corse con le bighe ai tempi di Massenzio. Tappa successiva del percorso che Repubblica ha potuto fare in anteprima è, superato il mastodontico muro esterno del quadriportico che ingloba un piccolo, più antico, mauseolo di età augustea («speriamo di trovare i soldi per restaurarlo nel 2014, visto che si celebra il bimillenario di Augusto» dice Camarda), il ninfeo della villa di Erode Attico (II secolo d. C.) e, poco più in alto, le piccole stanze per i piaceri nel verde che vennero inglobate dal terrazzamento per sostenere la domus di Massenzio (306-312). Gli affreschi di questi ambienti visitati dal Piranesi devono essere finiti di restaurare. «Poco dopo che iniziammo i lavori di pulitura, venne giù una delle volte: colpa dell' albero cresciuto sopra» racconta La Manna. Estirpato l' olivo, e messo in dimora in un' altra zona del parco, sono state puntellate le pareti e rimessi in sesto i camminamenti sovrastanti. Così che ora, su tappeti di tufo pesto, si può riprendere il cammino esterno che ci porta alla bellissima volta cassettonata di quella che un tempo era la sala palatina dove Massenzio riceveva i suoi dignitari. Anche qui via alberi e arbusti, devastanti per il corpo di una muratura che ha ritrovato il suo colore originario e la maestosità, in sedicesimo, della basilica di Massenzio ai Fori. Il tour nella villa dell' imperatore prosegue per un strada che, ostruita per secoli dalla vegetazione, è diventata una panoramica con vista mozzafiato sull' Appia Antica. Era la via su cui Massenzio camminava per andare direttamente dai suoi alloggi al palco imperiale sul Circo. Il nostro percorso finisce però qui. La "tribuna vip", infatti, viene giù a pezzi. «Con 80mila euro la metteremo in sicurezza, per restaurarlo e aprirlo al pubblico ci vorrebbe un milione e mezzo, speriamo di trovarlo» è l' appello di La Manna.