SARÀ un mio limite culturale, ma le parole confondono e mi confondono mentre i fatti convincono. Mille parole o promesse non faranno mai un fatto, mentre un fatto non ha bisogno delle parole. Provo allora a spiegare alcune cose con una premessa. Ho letto su "Repubblica" una intervista all'assessore Nino Daniele, dal titolo "Alberghi pieni, i turisti tornano". Nel testo alcune cose interessanti ed alcune polemiche. Queste non le voglio alimentare, perché lasciano il tempo che trovano, perché non è utile, perché non è quello che serve. A nessuno. Allora parlo dei fatti. Sperando di dare, come sempre provo a fare, un utile contributo. Il primo e più importante di questi giorni: per la prima volta i turisti stranieri hanno superato quelli nazionali. Grande risultato a Napoli e nella penisola sorrentina, nella costiera amalfitana, nelle nostre isole dove le innumerevoli bellezze sono state invase da turisti. Un successo reso possibile da tanti fattori. Dalla scelta strategica della Regione Campania che ha puntato sullo sviluppo turistico e sulla valorizzazione dei beni culturali. Una azione accompagnata e sostenuta dagli enti locali, dalle associazioni di categoria, dagli operatori che hanno messo in campo la loro professionalità. Questi fattori, lo ricordo a tutti, devono viaggiare nella stessa direzione. Un grande successo e non era ne scontato né semplice. Per la crisi che colpisce tutti e perché è evidente che la nostra terra ha subito un attacco mediatico, non indifferente, per le vicende legate ai rifiuti ed al dramma di Terra dei fuochi. Sapevo che avremmo ottenuto buone performances. Le fiere di Rimini e di Londra, dove siamo stati protagonisti, ci avevano consegnato ottimi auspici. L'intuizione della "Campania da vivere", il "Grand tour della Campania" fatto di eventi di qualità, un cartellone di grande prestigio stanno garantendo risultati. Oggi paga la capacità di programmare, di superare interventi senza logica, di immaginare e costruire percorsi. Programmiamo le stagioni con sei mesi di anticipo, prevediamo appuntamenti e diamo la possibilità al sistema di organizzarsi per offrire proposte di qualità. Politiche integrate del turismo al servizio dei territori, delle aree metropolitane e di quelle interne. In questo processo Napoli ha un ruolo centrale. È un fatto. Come è un fatto il successo di Capodimonte che ha fatto registrare, in questi giorni, il maggiore incremento di visitatori a livello nazionale. Come sono fatti i finanziamenti ai diversi soggetti attuatori, incidenti su Napoli a partire dall'Ept con le numerose iniziative della Provincia e del Comune di Napoli. In questa ottica c'è il rilancio del San Carlo, di tutti i teatri, dei musei, della soprintendenza, della Mostra d'Oltremare e ancora le iniziative come "Napoli risuona dentro e fuori al castello", progetto finanziato dall'assessorato regionale che prevede, oltre al rifacimento del Ponte di Castel Nuovo (Maschio Angioino), una serie di eventi con mostre, percorsi e tanti itinerari turistico culturali. Ancora il progetto multimediale "Effetto museo" con l'obiettivo di arricchire la fruizione museale di eventi complementari e di stimolare i flussi turistici verso un'esperienza museale densa di eventi, e sollecitazioni culturali che rendono l'escursione un momento aggregante, formativo e interattivo. Potrei continuare con il rischio di fare torto a qualcuno e di cimentarmi in un esercizio troppo semplice. Come troppo semplice sarebbe ricordare i grandi eventi sportivi e culturali che hanno visto la città di Napoli protagonista. Con le ritorse europee, con il Por Fesr stiamo finanziando i Comuni su progetti di qualità. Con bandi chiari e trasparenti. Gli enti locali hanno raddoppiato le loro richieste. Anche per questo nell'ultima giunta abbiamo inteso raddoppiare le risorse, da 8 a 16 milioni sul Por Fers. Ecco i fatti. Dobbiamo fare ancora molto, non fermarci mai. Unica vera e grande risorsa sono le nostre bellezze paesaggistiche, naturali, storiche e culturali. Le eccellenze dell'enogastronomia. La sfida è individuare percorsi, suggerire soluzioni. Programmare con una visione chiara e coraggiosa. Non credo alle polemiche, ai colpi bassi. Continuo a credere nel lavoro comune, nella collaborazione istituzionale, nel dialogo franco e costruttivo con gli operatori che più di tutti conoscono il sistema. Con questo spirito, evitando municipalismi, dobbiamo lavorare ad una legge di sistema che sappia guardare alla comunità regionale e disegnare una moderna governance, perché queste risorse producano vera ricchezza. assessore regionale al Turismo