QUEST'ANNO. IN MEDIA, OGNI CONTRIBUENTE LAZIALE DOVRÀ PAGARE 730 EURO DI ADDIZIONALE IRPEF Più cultura (a parole) nella Regione Lazio Ma anche molte più tasse (purtroppo vere) DI TINO OLDANI II dorso romano del Corriere della sera dedica un'intera pagina a un'intervista a Lidia Ravera, giornalista e scrittrice di successo (Porci con le ali, romanzo sessuo-politico della generazione del 1968 ha venduto due milioni e mezzo di copie in 30 anni), nonché, dal marzo 2013, assessore alla Cultura della Regione Lazio, guidata da una giunta di sinistra (presidente Nicola Zingaretti). L'intervista, a dir poco entusiastica, annuncia la presentazione di un fondamentale documento di 59 pagine in cui la scrittrice ha condensato il suo programma triennale per la Cultura nel Lazio. In sintesi: basta con gli stanziamenti zero per la cultura, finalmente si torna a progettare e a spendere. «Nel bilancio appena approvato» dice la Ravera «siamo riusciti a strappare 55 milioni di euro e abbiamo fatto ripartire i bandi che erano fermi dal 2012». Insomma, un netto cambiamento di registro rispetto alla precedente giunta di centrodestra, guidata da Renata Polverini, che - parole della Ravera - «aveva ridotto a zero gli stanziamenti per lo spettacolo dal vivo, i musei, le biblioteche, gli istituti culturali, la promozione alla lettura. Un deserto». La prima reazione non può essere che positiva. Finanziare la cultura invece delle spese pazze di allora capogruppo del Pdl in Regione, sembra un'azione di buona politica. Se la giunta Polverini ha lasciato dietro di sé un pessimo ricordo, lo si deve proprio al fatto che - mentre definanziava le spese per la cultura - aumentava a dismisura le cosiddette spese per la casta e per tutti i partiti. Il solo gruppo Pdl movimentò, in due anni, 6 milioni di euro per cene, feste trimalcionesche in maschera, gite all'estero, acquisto di Suv, regali alle amanti e spese personali che nulla avevano a che fare con i compiti istituzionali. Il solo Fiorito, essendo capogruppo, riuscì a stornare sui propri conti correnti ben 1,3 milioni di euro con 193 bonifici. Arrestato e condannato a 3 anni e 4 mesi, ora «er Batman» è uscito di scena. E la giunta di sinistra di Zingaretti, con la Ravera alla Cultura, promette di fare faville. Ma oltre alle promesse, in po litica contano i fatti. Soprattutto i numeri del bilancio regionale, che - purtroppo - non hanno proprio nulla di entusiasmante per i 5 milioni e mezzo di residenti nel Lazio. Per poter tornare a spendere, infatti, il bilancio 2014 approvato dalla Regione Lazio il 28 dicembre prevede un inasprimento dell'addizionale regionale Irpef, che passa dall'1,73 per cento del 2013 al 2,33 per cento nel 2014 per salire al 3,33 per cento nel 2015. In soldoni, nel 2014, ogni contribuente del Lazio dovrà sborsare in media 710 euro di addizionale Irpef regionale. Per la Regione, l'incasso salirà da 1,043 a 2,047 miliardi di euro (un miliardo in più). Un giro di vite fiscale che, a sentire gli amministratori, serve a garantire l'equilibrio dei conti. Ma, in realtà, cerca di coprire, anche se non tutta, la parte libera e realmente spendibile del bilancio (appena 3 miliardi sul totale di 35 ), poiché la parte restante è praticamente vincolata per il paga- mento dei debiti del passato e per il funzionamento della sanità e dei trasporti. A gettare altra acqua gelata sull'entusiastica intervista della Ravera ci sono poi alcuni dettagli sulle spese messe in programma per la Cultura. Qualche esempio: 3 milioni per fare ripartire i bandi fermi dal 2012; 2 milioni per musei e biblioteche, 500 mila euro (sic!) per la difesa della piccola editoria e le librerie. Infine, udite udite: 824 mila euro per il «bando delle idee». Un bando in cui «si chiedono ai giovani idee, proposte e progetti su terni particolari - integrazione, solidarietà, relazioni intergenerazionali, legalità, conciliazione tra amore e maternità». Proprio così: «conciliazione tra amore e maternità». Perché, spiega la Ravera, «fare figli è diventato un lusso per benestanti, oggi non si può diventare madri senza rinunciare al lavoro». Lidia Ravera Problema verissimo, quest'ultimo. Ma che si possa risolvere distribuendo soldi a pioggia, sbandierando una progettualità che rischia di assomigliare alla distribuzione di mance elettorali, questo pare davvero impossibile. Peggio, un metodo del peggiore passato che non muore mai: quel «tassa e spendi» che ha sempre caratterizzato la sinistra al governo
Più cultura (a parole) nella Regione Lazio. Ma anche molte più tasse (purtroppo vere)
Il Corriere della Sera ha condotto un'intera pagina a un'intervista a Lidia Ravera, giornalista e scrittrice, assessore alla Cultura della Regione Lazio. Ravera annuncia la presentazione di un documento di 59 pagine che riassume il programma triennale per la Cultura nel Lazio. Il programma prevede di spendere 55 milioni di euro e di ripartire i bandi fermi dal 2012. Ravera afferma che il bilancio approvato dalla Regione Lazio prevede un inasprimento dell'addizionale regionale Irpef, che passa dall'1,73% al 2,33% nel 2014 e al 3,33% nel 2015.
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