La Fp-Cgil: manca il 50 per cento del personale II rischio, come è già avvenuto qualche giorno addietro al Teatro greco di Tindari, è che i siti archeologici, proprio adesso, quando i turisti cominciano ad arrivare a frotte, restino scandalosamente chiusi. È accaduto anche a Segesta: ed è scoppiata la polemica. Che il governo regionale non poteva non prevedere, nel momento in cui ha "tagliato" l'indennità integrativa ai precari, grazie ai quali di fatto i siti di maggiore interesse sono aperti. Il numero dei custodi, infatti, è talmente ridotto che sicuramente non sarebbe sufficiente a garantire il servizio. Questa e altre questioni sono state poste all'attenzione dell'assessore regionale ai Beni culturali, on. Alessandro Pagano, quando martedì mattina è arrivato alla Soprintendenza per presiedere la conferenza dei servizi sulla Real Cittadella. 1 lavoratori, insieme con Clara Crocè, della segreteria provinciale della Cgil, hanno ricordato i vistosi vuoti d'organico, che a Messina e provincia rasentano anche il 50 per cento, nei siti di Tindari, al teatro Antico di Taormina, alla villa romana di Patti, al museo archeologico di Lipari, nell'area di Halaesa a Tusa. Gli lsu hanno manifestato civilmente e quasi in silenzio, chiedendo però rispetto per il loro lavoro. Che senza l'indennità integrativa si riduce a una "bazzecola"; con sole quattro ore al giorno, infatti, non è possibile garantire la copertura dei turni di servizio insieme con i custodi. Complessivamente, gli addetti ai siti sono infatti 60, trenta precari e 30 custodi dipendenti della Regione. «Poiché agli lsu l'orario è stato ridotto, i turni non si possono più garantire», afferma Clara Crocè. Senza considerare che con un lavoro cosi ridotto, lo stipendio si riduce di parecchio, con le inevitabili conseguenze in termini economici. L'on. Pagano ha promesso che interverrà. H problema -questa in sostanza la sua posizione - riguarda l'assessorato al Lavoro, che ha stabilito la decurtazione delle ore per i precari. «Interverrò personalmente però - ha promesso Pagano - sulla Commissione regionale per l'impiego affinché per lo meno sia ripristinata l'indennità integrativa e, quindi, possano essere assicurati i turni ai siti archeologici». Altra questione, molto più difficile, invece, è quella della copertura dell'organico, su cui l'assessore non si è infatti pronunciato. La Fp-Cgil con Clara Crocè, però, su questo aspetto ha insistito non poco. «Se le aree archeologiche sono aperte - ha dichiarato - lo si deve allo spirito di sacrificio del personale, che talora, anche se in difficoltà, si sobbarca turni di lavoro non solo stressanti, ma intollerabili. A dimostrazione che nel pubblico impiego non tutto è menefreghismo». Il sindacato ha anche posto il problema esistente alla Soprintendenza, dove si sta ancora trascinando, irrisolta, la questione relativa a diversi dirigenti che non hanno sottoscritto il contratto individuale loro proposto nel novembre scorso in quanto - sostengono - la validità di tale contratto è tuttora oggetto di discussione da parte dei sindacati, che peraltro avevano convocato un'assemblea a cui non è stato concesso al personale dirigenziale di partecipare. Antonino Milici, Santino Bellamacina, Caterina Vermo, Laura Panarello, Santi Dell'Acqua, Gae-tano loppolo, Placido Leotta, Antonino Genovese, Maria G. Mento, Antonino Romeo Rubino, Giuseppe Mandala e Tina Crimi attendono ancora, a distanza di mesi, risposte concrete che tardano ad arrivare.