Una giornata di chiusura per un guasto alla cabina elettrica interna che alimenta una buona parte del complesso. Ad aprire ai visitatori ieri mattina la Reggia di Caserta aveva anche aperto, nonostante il blackout. E alcune centinaia di turisti si erano pure intrufolati tra gli appartamenti storici, malgrado fossero illuminati esclusivamente dalla luce del sole che filtrava dalle ampie vetrate che danno su piazza Carlo III. Ma è durata poco. CASERTA Una giornata di chiusura per un guasto alla cabina elettrica interna che alimenta una buona parte del complesso. Ad aprire ai visitatori ieri mattina la Reggia di Caserta aveva anche aperto, nonostante il blackout. E alcune centinaia di turisti si erano pure intrufolati tra gli appartamenti storici, malgrado fossero illuminati esclusivamente dalla luce del sole che filtrava dalle ampie vetrate che danno su piazza Carlo III. Solo che ad un certo punto della giornata è arrivata l'ora di assumere decisioni definitive sebbene penalizzanti: l'assenza di energia elettrica che si era manifestata da prima dell'apertura del monumento in un'ampia ala del complesso non comportava solo la mancata idonea illuminazione nelle sale (è rimasta al buio anche la Scuola superiore della Pubblica amministrazione) ma anche l'impossibilità di tenere i servizi igienici aperti al pubblico. Una circostanza che, sommata alla complessità dell'intervento di ripristino dell'energia elettrica da parte di tecnici dell'Enel e della stessa Soprintendenza, ha indotto la direttrice facente funzioni Vega De Martino a comunicare alla biglietteria la necessità di sospendere gli ingressi. A questo punto erano le 11.40. I visitatori in coda sono stati invitati, con le scuse degli addetti, ad accomodarsi nuovamente fuori dalla Reggia; quelli che avevano già cominciato il percorso negli appartamenti storici sono stati lasciare defluire pian piano al termine della loro visita. Per il Palazzo reale di Caserta, così come per la città (caustici i commenti sui social network già di buon mattino), si è trattato dell'ennesimo imbarazzo agli occhi degli ospiti e, in definitiva, del Paese intero. Quando gli organi di informazione on line hanno cominciato a pubblicare foto e indiscrezioni su quanto si stava consumando la notizia si è diffusa su scala nazionale. E Palazzo reale è finito di nuovo sulla graticola, vedendo subissati di critiche coloro i quali sono chiamati in questo momento storico a gestirne le sorti fra emergenze di ogni tipo. Non è chiaro quale sia stato il motivo alla base del guasto. Non è certo - secondo quanto dichiarato nel pomeriggio da tecnici Enel - che sia da mettere in relazioni ai blackout della sera precedente che hanno interessato buona parte della rete di alimentazione della città. Quel che è certo è che il problema si è verificato in una cabina interna anche di difficile accesso (ci si deve introdurre attraverso una botola) e che risale almeno a tre ore e mezzo prima dell'orario rappresentato su uno scarno comunicato a firma della soprintendente Paola Raffaella David. Vi era riportato l'orario delle 4.30 del mattino. Sui monitor dell'Enel, che controllano a distanza l'impianto che viene rifornito di 590 kw (si definisce «fornitura di media tensione») il guasto si è manifestato già all'una. L'Enel ha tenuto a precisare che l'inconveniente, dovuto all'impianto interno, ha danneggiato anche la sua cabina. I tecnici della società hanno concluso il loro lavoro alle 16.45 di ieri. Quelli della Soprintendenza erano ancora impegnati. Stamane si saprà se la Reggia potrà essere riaperta al pubblico.