COMO Dopo la cassa integrazione, il licenziamento. È la triste parabola dei tre dipendenti del Museo del ciclismo del Ghisallo, chiuso dallo scorso 3 novembre per la pausa invernale (come accade da tre anni) e che la prossima primavera rischia di non riaprire, travolto da 80 mila euro di debiti. Ultima impresa del Leone delle Fiandre , Fiorenzo Magni, il museo della bici ha cominciato il 2014 con una sorta di autogol: senza più custode e impiegati che si prendano cura delle sale, è alto il pericolo che siano abbandonati fotografie, cimeli e filmati d'epoca. Il licenziamento dei dipendenti, però, è anche un brutto segnale inviato alla task-force costituita da Coni e Regione nel tentativo di salvare il Museo. E' vero che questo tandem, finora, non è passato dalle parole ai fatti; così come Comuni, Province e aziende private hanno voltato le spalle alle sale del Ghisallo, negando qualsiasi sponsorizzazione; ma l'addio ai lavoratori ha il sapore di una resa. Anche se la fondazione che gestisce il museo si prepara al rinnovo delle cariche il prossimo 18 gennaio.
Como. Museo del Ghisallo, tre licenziamenti. Incustodito il santuario della bici
COMO Dopo la cassa integrazione, il licenziamento. È la triste parabola dei tre dipendenti del Museo del ciclismo del Ghisallo, chiuso dallo scorso 3 novembre per la pausa invernale (come accade da tre anni) e che la prossima primavera rischia di non riaprire, travolto da 80 mila euro di debiti. Ultima impresa del Leone delle Fiandre , Fiorenzo Magni, il museo della bici ha cominciato il 2014 con una sorta di autogol: senza più custode e impiegati che si prendano cura delle sale, è alto il pericolo che siano abbandonati fotografie, cimeli e filmati d'epoca. Il licenziamento dei dipendenti, però, è anche un brutto segnale inviato alla task-force costituita da Coni e Regione nel tentativo di salvare il Museo. E' vero che questo tandem, finora, non è passato dalle parole ai fatti; così come Comuni, Province e aziende private hanno voltato le spalle alle sale del Ghisallo, negando qualsiasi sponsorizzazione; ma l'addio ai lavoratori ha il sapore di una resa. Anche se la fondazione che gestisce il museo si prepara al rinnovo delle cariche il prossimo 18 gennaio.
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