13 gennaio L'assessore Sergio Givone presenterà la «cabina di regia» per la cultura, che gestirà i fondi (tra cui i 24 milioni che arrivano dalla tassa di scopo) 21 marzo Inaugurazione della piazza davanti al Nuovo Teatro dell'Opera 30 aprile Apertura al pubblico del Museo del '900 con 2.300 opere e percorsi interattivi. Contestuale apertura del Foyer del Teatro Romano sotto Palazzo Vecchio 10 maggio Inaugurazione (la terza) del Nuovo Teatro dell'Opera con spettacolo del Maggio musicale Il Museo del '900, che ospiterà 2.300 opere di artisti (dalla collezione della Ragione fino a De Chirico, Sironi, Carrà, Morandi, Marini, Sassu, Guttuso, Barni, Ranaldi, Mannucci, Salvadori, Loffredo, Berti, Farulli, Magnelli e De Pisis), è solo uno delle tappe di quello che Renzi chiama il «cambiaverso della cultura». «L'Italia cambi verso e investa sui beni culturali: a Firenze lo stiamo facendo» dice il sindaco presentando la conclusione dei lavori «hard» nelle ex Leopoldine di piazza Santa Maria Novella, a cui seguiranno quelli «soft», con tanto di quattro differenti application per smartphone e tablet, installazioni e percorsi multimediali. Un intervento che senza l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze (presente ieri con il direttore generale Renato Gordini) e i suoi 6 milioni di finanziamento non sarebbe stato possibile. Ma è solo una tappa per dimostrare che questi sono «investimenti in cultura che aiutano l'anima e non solo afferma il sindaco I dati di Palazzo Vecchio dicono che con la cultura si mangia». Renzi sciorina l'aumento dei visitatori di Palazzo Vecchio, passati dai 361 mila del 2008 ai 650 mila del 2013. Annuncia che quasi in contemporanea con l'apertura del Museo del '900 (30 aprile, per la Notte bianca) arriverà anche quello del Foyer del Teatro Romano sotto Palazzo Vecchio. Il 21 marzo verrà presentata la piazza davanti al Teatro dell'Opera, che invece verrà inaugurato ufficialmente (per la terza volta, in questa occasione con più di metà della «torre scenica» pronta) il 10 maggio. E ancora: ecco la (ri)nascita delle Grandi Oblate (via al terzo lotto) dove nascerà una «public library a scaffale aperto sul modello europeo» (il 60 per cento del costo lo coprirà l'Ente Cassa), e i restauri di quattro fontane grazie a «Florence I Care», cioè con i contributi dei privati (saranno San Niccolò, Santo Spirito, Santissima Annunziata e Fonticine). Un fuoco di fila di tagli di nastri e presentazioni di lavori, possibili anche grazie alla vendita del Teatro Comunale e ai fondi arrivati da Ferrovie, che hanno consentito di «stornare» finanziamenti in questi settori, compresa la risistemazione del Salone de' Dugento con gli arazzi medicei. E sul fronte Maggio musicale, «l'anno scorso si parlava di lettere di licenziamento, ora si procede al risanamento: entro maggio avremo un nuovo Cda», si esce dalla fase commissariale dice Renzi. «Grazie all'impegno diretto in prima persona di migliaia di cittadini, Firenze sta sperimentando che è bello anche il futuro, non solo il passato». Un futuro che passerà anche dalla «cabina di regia» sulla cultura, non una fondazione unica (dimostratasi, come prevedibile, impossibile) ma una sorta di «coordinamento» che vedrà la parte attiva del Muse (ex Museo dei ragazzi) e che verrà presentata dall'assessore Sergio Givone in Consiglio comunale il 13 gennaio. Insomma, mesi di inaugurazioni, in vista delle prossime elezioni: a sindaco, se non cadrà il governo. In quel caso, Renzi potrebbe saltarne qualcuna.