TRENTO Ennesimo step della commissione cultura del Comune di Trento sul futuro di Palazzo delle Albere. Nella seduta di martedì l'assemblea, presieduta da Corrado Bungaro, ascolterà le opinioni dei direttori dei musei. L'obiettivo dell'assessore alla cultura Alberto Robol è quello di «chiudere il cerchio entro la primavera». Quindi verrà elaborato un atto di indirizzo da consegnare alla Provincia, che, da proprietaria della struttura, deciderà sul da farsi. Una è la certezza: «Una volta riaperto sarà di certo uno spazio multifunzionale» conclude l'assessore. Fra gli invitati all'incontro di martedì anche il direttore del Muse Michele Lanzinger, che auspica la nascita di un nuovo polo nell'area ex Michelin: «Il Muse sta segnando una polarità importante in quella zona, è fondamentale che non rimanga solo». TRENTO Il dibattito sul destino di palazzo delle Albere continua. Quello che l'assessore Robol definisce un «percorso partecipativo», si comporrà presto di una nuova tappa: martedì 7 gennaio, infatti, la commissione consiliare per la cultura si riunirà un'altra volta. All'ordine del giorno le «riflessioni sulla prossima destinazione culturale» dello storico edificio situato subito a nord del Museo delle scienze. Dopo un primo incontro di ricognizione sui lavori di sistemazione in corso all'interno del palazzo e un secondo appuntamento dedicato a ripercorrere la storia della cinquecentesca villa dei Madruzzo dunque, l'iter si arricchisce di un ulteriore passaggio: la convocazione dei direttori delle maggiori realtà museali del territorio, per capire i loro punti di vista e accogliere le eventuali proposte. Un'idea che piace particolarmente all'assessore alla cultura, turismo e giovani del Comune di Trento Andrea Robol: «Ascoltare i pareri dei direttori è importante e oserei dire quasi normale nell'ottica di una città che intende perseguire sempre più una logica di rete complessiva a livello museale» commenta. E per quanto riguarda la tempistica, aggiunge che «la commissione non si è ancora data dei termini, ma entro la primavera bisognerà chiudere il cerchio». Martedì pomeriggio, dunque, a palazzo Thun riferiranno la direttrice del Mart Cristiana Collu, il direttore della Fondazione museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, quelli del Muse Michele Lanzinger e del castello del Buonconsiglio Franco Marzatico e la vicedirettrice del museo diocesano tridentino Domenica Primerano. All'incontro parteciperanno anche il dirigente del servizio attività culturali della Provincia Claudio Martinelli e Andrea Robol. «Si è sentita l'esigenza di ascoltare anche le loro opinioni, per capire meglio quali possano essere le necessità dell'arte, delle esposizioni, della città commenta l'assessore È un'idea che mi piace molto, in quanto l'importanza data alla sinergia fra le varie realtà museali è uno dei piatti forti della nostra città. È un aspetto della nostra cultura che vuol dire anche turismo, una logica di rete va perseguita e presentata sia ai cittadini del capoluogo, sia a chi a lo viene a visitare». Nei prossimi mesi, dunque, la commissione dovrebbe riuscire nel suo intento, quello di predisporre un documento che possa fungere da atto di indirizzo da trasmettere alla Provincia «nel massimo rispetto della sua qualità di proprietaria della struttura». Dell'effettiva funzione finale di palazzo delle Albere, tuttavia, in commissione non si è ancora parlato. Sul destino dell'immobile, chiuso dal 1 gennaio 2011, negli ultimi mesi si sono fatte le ipotesi più disparate, dall'idea (poi subito accantonata) di collocare nel palazzo la biblioteca d'ateneo che dopo il tramonto del progetto di Mario Botta sorgerà nel nuovo quartiere delle Albere all'ipotesi di esporre al suo interno le opere di artisti trentini di rilievo. «Di certo aggiunge Robol c'è che il palazzo si colloca in un contesto completamente diverso da prima, in seguito alla nascita del nuovo quartiere e del museo progettati da Renzo Piano ed è un aspetto di cui bisognerà tenere conto per capire in che modo armonizzare al meglio l'edificio con la nuova dimensione culturale e artistica in cui è calato». Questione «scontata», invece, quella della «multifunzionalità»: «In seguito ai lavori di ristrutturazione e adeguamento normativo (che dureranno circa un anno, ndr) avremo a disposizione uno spazio non piccolo conclude l'assessore Questo ci consentirà di aprire l'edificio a diverse esigenze, legate chiaramente al palazzo e al contesto artistico e culturale».