Esplorazioni tattili per non vedenti, linguaggio dei segni per i non udenti e accompagnamenti personalizzati per persone con disabilità motorie: per i prossimi dodici mesi alcuni dei luoghi artistici e culturali più belli della città di Napoli non avranno più barriere. È un progetto che non ha eguali a livello nazionale quello realizzato a Napoli dall'Università Suor Orsola Benincasa in collaborazione con le tre soprintendenze napoletane (quella per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, quella speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei e quella speciale per Polo Museale della città di Napoli), alcuni dei più prestigiosi luoghi d'arte della città e le associazioni a carattere nazionale che si occupano di persone con disabilità. «L'obiettivo della Rete "Napoli tra le mani" - spiega Ornella De Sanctis, delegata dal rettore del Suor Orsola alla disabilità - è quello di garantire a ogni cittadino la possibilità di accesso e di fruizione del patrimonio archeologico e storico-artistico, nel rispetto del principio della "visitabilità", sancito dalle Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale». Un obiettivo che sarà raggiunto grazie al coordinamento svolto dal Servizio di Ateneo per le Attività degli Studenti con Disabilità he ha messo a disposizione esperienze e competenze maturate nel corso degli anni attraverso la realizzazioni di numerosi progetti sul tema della comunicazione dell'arte alle persone con disabilità. Tra i principali impegni assunti dalle parti si segnalano: quello di consentire alle persone con disabilità visive di effettuare nei luoghi che fanno parte della Rete itinerari tattilo-narrativo; quello di operare in direzione del superamento delle barriere della comunicazione per consentire l'accesso alle persone sorde e sordo-cieche; quello della ricerca di soluzioni per l'accessibilità ai luoghi di cultura delle persone appartenenti alle comunità straniere residenti che abbiano per diversi motivi difficoltà a fruire del patrimonio culturale e di ogni altra categoria di pubblico svantaggiata. Un'azione, dunque, di larga diffusione della cultura disegnata per superare qualsiasi tipo di diversità, garantendo a tutti i cittadini, in collaborazione con le associazioni nazionali che si occupano di persone con disabilità, il diritto universale alla cultura. Numerose e prestigiose le strutture museali e siti culturali coinvolti nella Rete di «Napoli tra le mani»: Museo Archeologico Nazionale, Catacombe di San Gennaro e Basilica di Santa Maria della Sanità, Duomo e Cappella del Tesoro di San Gennaro, Certosa e Museo di San Martino, Palazzo Reale, Museo di Capodimonte, Villa Pignatelli, Villa Floridiana e Museo Duca di Martina, Orto Botanico, Tunnel Borbonico. Il primo programma di visite partirà a gennaio e proseguirà fino a dicembre secondo il calendario e con le modalità di fruizione e prenotazione riportati sul sito web www.unisob.na.itsaad