Un viaggio verso nord, solo 24 ore per vedere la collezione Goetz di Munchen esposta al Museion di Bolzano, poi il Muse a Trento, infine Antonello da Messina al Mart di Rovereto; un giorno dentro le nuovissime istituzioni museali del Trentino-Alto Adige. Il Museion di Bolzano terminato da quattro anni ospita Ingvild Goetz e la sua fantastica collezione (5 mila pezzi, dicono ) mescolata ad opere del museo di Norimberga. L'edificio della Sammlung Goetz è nella periferia bella di Monaco, disegnato da Herzog De Meuron, nientemeno. Piccolo relativamente, bellissimo, come una grande casa, bello come il Beyeler a Basilea o come il Museo che Berlino dedica alla collezione di Egidio Marzona, italiano che porta fuori grandi collezioni ed archivi non avendo trovato spazio in questo nostro Paese straordinario per alcuni aspetti e disperante per altri. Comunque bell'esempio di collaborazione pubblico-privato da cui prendere esempio. Una mostra su due piani del Museion, un nome che concilia le due etnie che convivono nella città bilingue di frontiera. Letizia Ragaglia dirige il Museion con decisione. Bella cena dopo la preview nella grande hall, come usa anche in Germania: semplice ma in mezzo alle opere. Ne facciamo una in Pinacoteca Tosio Martinengo all'apertura (speriamo) prossima? Inizio dall'alto e poi scendo a Trento. L'enorme edificio del Muse, un misto tra il museo della natura, della scienza e della tecnica, un luogo strapieno di bambini entusiasti del bosco fatato pieno di animali che volano nell'enorme spazio centrale. Come sempre una magica costruzione di Renzo Piano. Ma come fanno questi a far vincere i concorsi ad architetti bravi e famosi? Semplice, non fanno concorsi: incaricano direttamente un architetto che, altrimenti, il concorso non lo farebbe mai. Cento videoproiettori e schermi luminosi raccontano storie d'acqua, di monti, di neve di boschi. In un batter d'occhio Trento ha fatto il suo Muse, noi speriamo ancora nel Musil, che unisca il vecchio di storia naturale all'industria, archivi, scienza, tecnica. I trentini hanno la natura, noi la produzione. Cerchiamo di nobilitarla, ma facciamo alla svelta. Finalmente ultima tappa, poco più a sud, Rovereto, Mart, Mario Botta fecit . Niente concorsi defatiganti. Bello, anche qui grazie all'Autonomia. Nuova direttrice, tutte donne. Qui niente quote rosa. Dopo la Ragaglia a Bolzano e la Belli che è passata a Venezia, ecco Cristiana Collu, promossa da Nuoro al Mart, un salto enorme. Ci voleva una idea forte per presentarsi, per reggere il colpo con Gabriella Belli da sempre presente in Trentino. E l'idea è venuta con una inattesa mostra di Antonello da Messina che porta il Sud nell'estremo Nord, porta l'Antico nel tempio del moderno, porta un po' di critiche e scompiglio. Ma che c'entra? Che vuole questa? Ma lo fa solo per farsi notare? Forse anche, ma l'arte non ha confini temporali, non ha un inizio e, speriamo, non una fine. Tout se tient , lo ieri e l'oggi ormai dialogano alla pari e si incontrano sempre più sovente nelle nuove cattedrali.
Museion, Muse e Mart: la lezione che viene dal nord
Il Museion di Bolzano ospita la collezione Goetz, di Ingvild Goetz, con opere mescolate ad altre provenienti dal museo di Norimberga. L'edificio è stato progettato da Herzog De Meuron e è un esempio di collaborazione pubblico-privato. La mostra è stata inaugurata con una cena nella grande hall. In seguito, il viaggio continua a Trento, dove il Muse si trova, un edificio unico progettato da Renzo Piano. La mostra è stata presentata con cento videoproiettori e schermi luminosi. A Rovereto, il Mart ospita una mostra su Antonello da Messina, diretta da Cristiana Collu, che porta l'arte del Sud nell'estremo Nord. La mostra è stata presentata con un'idea forte e una direzione femminile.
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