Un viaggio nel secolo scorso, attraverso l'arte. A fine aprile nella città del Rinascimento aprirà il Museo del Novecento. Qui, nelle sale restaurate nel complesso delle Ex Leopoldine in piazza Santa Maria Novella, troveranno casa opere finora conservate in depositi, esposte solo per mostre o mai mostrate al pubblico. «Il nucleo principale saranno le raccolte delle grandi collezioni fiorentine del '900», spiega l'assessore alla cultura Sergio Givone. La più importante è quella che il collezionista Alberto della Ragione donò a Firenze nel 1970: oltre 200 quadri e sculture firmate da Campigli, de Chirico, Carrà, Morandi, de Pisis, Sironi, Mafai, Guttuso, Vedova, Manzù, Fontana. La collezione, conservata al Forte Belvedere (dove a gennaio traslocherà la Fondazione Tempo Reale) ora è stata provvisoriamente trasferita a San Gaggio. Il restauro del complesso, durato anni, è finito: il museo è in fase di allestimento. Verrà inaugurato per la Notte Bianca, annuncia il sindaco Renzi. Tra le altre opere del nuovo complesso museale ci saranno quelle donate da artisti di tutto il mondo in segno di solidarietà dopo l'alluvione del '66. «Ma queste opere non hanno mai trovato collocazione perché ci fu chi obiettò che un museo non poteva essere organizzato così e questo ha creato una situazione imbarazzante: molte sono state restituite». Erano un centinaio, ne sono rimaste metà. Il Museo esporrà anche i lavori premiati nei concorsi fatti per giovani artisti dal Comune, e varie opere dei musei civici per mostre a tema. Il Museo non sarà un «archivio che sta lì immobile», ma «un viaggio nel Novecento» spiega Givone. Ci saranno pannelli multimediali per creare connessioni tra le opere e le altre arti, come la poesia e il cinema, e in ogni sala verrà creata un'atmosfera particolare, con sensori che attivano musiche dell'epoca o altri «effetti speciali».