Accordo tra Palazzo Widmann e l'imprenditore. Lavori per 5 milioni BOLZANO Castel Montani di Sopra è uno dei due castelli di proprietà della Provincia nel comune di Laces, all'imbocco della Val Martello. Del maniero, la cui costruzione risale al tredicesimo secolo, restano in buona parte solo rovine. Per poter quindi favorire i necessari lavori di restauro, per i quali serve un investimento di cinque milioni di euro, la giunta provinciale ha deciso di puntare sulla formula del «Public Private Partnership». In questo modo si potranno affidare i lavori di rimessa in sesto anche a imprese o enti non dipendenti dall'amministrazione pubblica. A tal scopo infatti, un privato della zona, Walter Rizzi, ha manifestato il proprio interesse per il futuro di quelle che per ora sono solo delle rovine e l'esecutivo provinciale ha deciso di affidargli il castello in concessione. In cambio del diritto d'uso però, l'imprenditore dovrà risanare il castello coprendo le spese di recupero e ristrutturazione. Walter Rizzi, titolare della «Rizzi Group», avviata azienda di grossisti e produttori nel campo alimentare fa sapere che non sono ancora stati decisi i dettagli sul progetto, ma nei prossimi mesi si getteranno le basi concrete sul futuro svolgimento dei lavori che riporteranno in vita l'antico castel Montani. Si tratta infatti di un investimento non indifferente, ma il titolare della Rizzi Group sembra avere le idee chiare. «La nostra ditta spiega l'imprenditore possiede otto ettari di terreno agricolo confinanti con la collina dove sorge il castello. Per questo motivo ho mostrato interesse per la parte rimanente, e cioè quella dove per ora sono presenti le rovine. Da parte nostra abbiamo dato la disponibilità a valorizzare maggiormente questa zona, e con la Provincia stiamo definendo gli ultimi dettagli». L'esecutivo ha infatti recentemente deliberato a favore della concessione per il signor Rizzi, una concessione che partirà della durata di trent'anni, con la possibilità poi di essere prolungata. Quello che è certo però è che l'imprenditore della Val Venosta non avrà carta bianca sui lavori e sull'utilizzo. Durnwalder ha infatti fatto sapere che, ad esempio, «dovrà mettere a disposizione della collettività la cappella di S. Stefano presente all'interno del maniero», mentre altri dettagli dovranno essere decisi dalla ripartizione per la tutela dei beni culturali. «Principalmente il nostro interesse è agricolo prosegue Rizzi ma è indubbio che se una persona investe una somma così alta debba poi averne in qualche modo un ritorno. Per questo vorremmo indirizzare la struttura anche verso altri scopi. Una parte rimarrà privata, mentre il resto potrebbe essere utilizzato per fini museali o per la valorizzazione dei prodotti tipici della nostra zona. Cerchiamo quindi di raggiungere un compromesso fra l'utile privato e quello pubblico, l'importante è che si possa realizzare un progetto rispettabile e serio». I tempi comunque non saranno brevi, anche perché, come specifica lo stesso Rizzi, i lavori, così come l'investimento stesso, verranno spalmati su un arco di tempo a medio termine. Matteo Pozzi