Trasformare via dei Fori Imperiali in un viadotto leggero dal quale si sviluppano passerelle verso l'Esquilino e il Campidoglio con discese all'area archeologica. Presso le due «Colonnacce» del Foro Transitorio è realizzato un Belvedere. Largo Corrado Ricci diventa una piastra sotto la quale è visitabile il Tempio della Pace, ora interrato. Il grande spazio sotterraneo della stazione Metro C diventa un museo. È il Progetto Fori dell'università La Sapienza pubblicato nel volume, curato da Raffaele Panella, «Roma, la città dei Fori» (Prospettive). rogetto Fori: se ne parla da trentacinque anni, da quando il sindaco Luigi Petroselli, piccone alla mano in via della Consolazione, vi mise mano per recuperare il valore urbanistico dell'area più preziosa dell'archeologia romana. Se n'era occupato anche il fascismo, ma solo per predisporre lo scenario più appropriato ad esaltare la Roma mussoliniana. L'architetto Carlo Aymonino, che nei primi anni Ottanta fu assessore al Centro storico, parlava del «più grande problema di scienza urbana del mondo» («Progettare Roma Capitale», ed.Laterza). E l'estate scorsa il sindaco Ignazio Marino ha rilanciato il Progetto, anche se finora sembra trattarsi più di un'azione riguardante la mobilità che non di una nuova funzione dei Fori rispetto al contesto cittadino. Torna dunque l'interrogativo: che fare delle testimonianze più significative della civiltà romana, come collegare l'antico al moderno valorizzando entrambi? Le idee sono tante. Ma dall'università La Sapienza arriva in questi giorni una tempestiva risposta con la pubblicazione del volume, curato da Raffaele Panella, «Roma, la città dei Fori» (ed. Prospettive). In sostanza, si tratta di trasformare via del Fori Imperiali in un viadotto leggero «con appoggi radi e discreti» dal quale si sviluppano passerelle verso l'Esquilino e il Campidoglio con discese all'area archeologica. Le piazze imperiali diventano praticabili. In punti strategici sono realizzate piccole zone di servizio. Presso le due «Colonnacce» del Foro Transitorio è realizzato un Belvedere. Largo Corrado Ricci diventa una piastra sotto la quale è visitabile il Tempio della Pace, ora interrato. Nel grande spazio sotterraneo della stazione Metro C (con uscite nell'area antistante le carte marmoree dell'Impero, l'ex collina Velia) è realizzata un'istallazione museale. Davanti al Colosseo, verso il Campidoglio, al posto dei giardinetti odierni, una grande piazza lapidea con a terra i disegni della reggia neroniana e della vasca della Meta Sudante. Rifatto il basamento del Tempio di Venere, tutt'intorno all'Anfiteatro si sviluppa un ampio tappeto di lastre di travertino. I nuovi ritrovamenti della Meta di Augusto e delle Curiae Veteres, di età romulea, diventano visitabili. La proposta di risistemazione dell'intera area prende avvio nel 2008, quando inizia una ricerca interdisciplinare promossa dal Dipartimento Architettura e Progetto della Sapienza per offrire alcune soluzioni al «grande problema». Un'équipe di docenti, guidata da Raffaele Panella, cattedra a Roma e allo Iuav di Venezia, ha sviluppato una serie di studi e approfondimenti che forniscono un materiale organico a chi voglia attuare un Progetto Fori serio, fattibile e responsabile, visto che qualsiasi intervento sull'area che va da piazza Venezia al Colosseo deve rispondere alla cultura mondiale non essendo una questione di competenza solo capitolina o nazionale. Lo studio della Sapienza appare indispensabile per avviare qualsiasi intervento strategico. La proposta riguarda, oltre che precise scelte, anche i metodi da seguire nell'organizzare le testimonianze della civiltà antica in una visione architettonica ed urbanistica. «Lo scavo archeologico sostiene Raffaele Panella- non crea in sé un valore urbano se non è incluso in un progetto».