Dighe sottomarine come frangiflutti a protezione della costa Un intervento da tre milioni e 400mila euro finanziato dal ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, richiesto dalla Regione utile a garantire sia l'incolumità pubblica sia il mantenimento della costa marina. Sono i lavori di ripristino e consolidamento della falesia tra Punta Carrozza e Punta Castelluccio nel porto grande. I lavori sono gestiti dal commissario straordinario Maurizio Croce nominato dal ministero, mentre il settore Nuove Opere pubbliche del Comune di Siracusa diretto dall'ingegnere Emanuele Fortunato ieri ha consegnato i lavori per le indagini subacquee necessarie a verificare l'esistenza di beni archeologici nel fondale di pertinenza della zona del Minareto. Interventi a mare (per garantire la riduzione e la mitigazione del moto ondoso ai piedi della falesia, ma anche la posa in opera di barriere soffolte) e "a terra" (per il consolidamento della roccia al fine di evitare l'erosione e il crollo della falesia, ma anche l'eventuale intasamento delle cavità presenti). L'intervento straordinario risponde ad una necessità derivante dagli obblighi di salvaguardia delle coste e per la pubblica incolumità. Regione e Ministero si sono dotati di una organizzazione che assicuri l'avvio, il monitoraggio ed il controllo degli interventi da parte dell'assessorato Opere pubbliche del Comune. Le indagini subacquee sono propedeutiche all'avvio dei lavori che sono partiti ieri e che dovranno essere consegnati entro gennaio. «È di fondamentale importanza garantire ai siracusani che tanto amano il mare una maggiore sicurezza delle coste. La zona del Minareto rappresenta uno dei tratti più belli e affascinanti del territorio siracusano, e soprattutto nel periodo estivo il gran numero di visitatori fa sì che sia un nostro impegno tutelare chi si rechi in questi luoghi», afferma Alessio Lo Giudice, assessore ai Lavori Pubblici. I lavori di consolidamento prevedono diverse fasi, e la prima è proprio quella di una perlustrazione subacquea. «L'attività svolta dalla ditta che si è aggiudicata l'appalto - dice l'ingegnere Fortunato - sarà quella di effettuare delle indagini sul fondale. Verrà usato uno strumento particolare che rileverà attraverso ultrasuoni eventuali criticità. Alla fine di questa attività d'indagine elaborazione dei dati sarà girata da noi alla soprintendenza del mare di Palermo. Un'indagine che permetterà anche di verificare se ci sono dei resti di carattere archeologico prima dell'avvio dei lavori di consolidamento della roccia». «L'intervento più importante resta il consolidamento della falesia rocciosa tra punta Carrozza e punta Castelluccio - aggiunge l'assessore Lo Giudice - ed è previsto anche l'apposizione di pietrame e la creazione di piccole dighe sott'acqua. Queste serviranno come frangiflutto per la protezione della scogliera dall'erosione e per la mitigazione delle correnti d'acqua». I siti che presentano delle dune di carattere particolare, come nel caso siracusano, sono protetti dal ministero dell'Ambiente, che interviene in associazione con i comuni, regioni e province. «La protezione e la tutela della costa approvata dal ministero ha uno scopo bene preciso - continua l'assessore - è a tutti gli effetti un'opera che rispetta la natura delle aree, la conservazione e la vigilanza dai pericoli principali, attraverso il controllo della zona con interventi mirati». Pertanto sembrerebbe evidente come il terrazzo marino di Siracusa è caratterizzato da una significativa erodibilità, accentuata in alcuni punti come nel caso del tratto compreso dalle punte Castelluccio e Carrozza dove vi sono delle evidenti peculiarità litologici. Tra l'altro, nella zona del Minareto il bordo costiero è costituito da un'alternanza di rocce di vario tipo, ed è soggetto a marcata disgregazione. Il fenomeno è particolarmente visibile nelle falesie, in quanto mostrano ampie fratture e grosse lineazioni verticali ed inclinate. «In considerazione dell'instabilità dell'assetto geomorfologico di tutto l'arco costiero del Minareto, che potrebbe alimentare la caduta di blocchi lapidei - precisa l'assessore - saranno eseguite una serie di analisi sulle condizioni di precarietà del costone che porta da punta Carrozza a punta Castelluccio». Urgenti i lavori per la bonifica geologica e per il recupero dell'assetto statico del costone delle falesie del Minareto. Previsto anche uno studio di consolidamento delle facce della falesia con il ripristino delle condizioni di stabilità. «Si tratta di un finanziamento che fu dato al Comune di Siracusa anni fa - spiega l'ingegnere Fortunato - per l'approvazione di importanti pareri tecnici. Il commissario straordinario Maurizio Croce gestirà la fase di approvazione e parte della direzione dei lavori». Dunque l'intervento di salvaguardia della falesia permetterà di attenuare l'energia cinetica sulla falesia e ovviamente eviterà l'erosione della costa. Sono, tutti questi, accorgimenti necessari per rendere agibili tratti di costa che nel tempo hanno costituito piccoli tesori non soltanto balneari, ma anche paesaggistici e di svago per i cittadini. Infatti, perdurando il bel tempo oltre la stagione estiva, non mancano appassionati e curiosi che scelgono, in alternativa alle consuete gite fuori porta, di passare una mattinata festiva perlustrando quei luoghi, magari scegliendoli come meta di picnic e lunghe passeggiate. 29122013
SICILIA - Al via i lavori a Punta Castelluccio. Ultrasuoni per "curare" la falesia
Il Comune di Siracusa ha iniziato i lavori di ripristino e consolidamento della falesia tra Punta Carrozza e Punta Castelluccio nel porto grande, finanziati dal ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio. L'intervento, valente per la pubblica incolumità e la salvaguardia delle coste, prevede diverse fasi, tra cui perlustrazioni subacquee e studi di consolidamento delle facce della falesia. I lavori sono stati affidati al commissario straordinario Maurizio Croce e al settore Nuove Opere pubbliche del Comune di Siracusa. La zona del Minareto rappresenta uno dei tratti più belli e affascinanti del territorio siracusano e i lavori sono stati richiesti dalla Regione per garantire la sicurezza dei visitatori.
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