Il piano è stato messo a punto dal commissario Carlo Fuortes: permetterà di accedere ai fondi ministeriali. Il Comune ha nominato un consigliere di amministrazione, ma non ha ancora versato il contributo. Pressing del ministero Petruzzelli, ok al risanamento mancano i soldi degli enti locali Piani di risanamento entro il 9 gennaio. Altrimenti addio fondi ministeriali. Il super commissario per gli enti lirici, Pier Francesco Pinelli, ha scritto alle 14 fondazioni italiane. In una circolare ha spiegato come procedere per i piani di risanamento che ogni teatro dovrà presentare, in prima battuta già dal prossimo 9 gennaio, per ottenere l'accesso ai 100 milioni complessivamente messi a disposizione dalla legge (25 ml per le urgenze li ha messi sul piatto il Mibact, gli altri 75 sono in un fondo a rotazione che garantirà prestiti a tasso bassissimo). Poi ci saranno altri 30 giorni di tempo per mettere a punto i piani. Ogni piano verrà discusso con i sindacati. La fondazione Petruzzelli, da questo punto di vista, parte in vantaggio. L'adesione al percorso di rientro è infatti scontata, perché era commissariata al momento dell'entrata in vigore della legge (nella stessa situazione, il Massimo di Palermo e il Maggio di Firenze). Il piano di rientro, di fatto un vero e proprio piano industriale, è stato messo a punto dal commissario Carlo Fuortes, nominato la settimana scorsa sovrintendente dell'Opera di Roma. La legge prevede che per ottenere i finanziamenti le fondazioni presentino un piano con alcuni contenuti inderogabili. Tra questi, la rinegoziazione e ristrutturazione del debito, ma anche la riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo fino al 50 per cento (molti teatri, a cominciare dal Petruzzelli, hanno in realtà dotazioni organiche molto basse e quindi non avranno questo problema), il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento e la cessazione dei contratti integrativi in vigore (ma è possibile stipulare subito un nuovo contratto integrativo, come è stato già fatto al Maggio). Non sono previsti licenziamenti: per il personale eventualmente in eccesso la legge prevede il trasferimento ad Ales (la spa del Mibact che eroga servizi e personale anche ai musei). Una volta fatta la richiesta di accesso ai fondi il risanamento in tempi certi è obbligato, pena la liquidazione coatta amministrativa. Secondo la legge è questo il destino che attende chi non abbia presentato o non abbia avuto approvato il piano di recupero o chi non abbia raggiunto entro l'esercizio 2016 "condizioni di equilibrio strutturale del bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale che economico finanziario, del conto economico". Anche se su questo punto Bray ha più volte spiegato che il 2016 è un termine 'ordinatorio', ovvero può essere prorogato soprattutto per quelle istituzioni che abbiano avviato seriamente il loro percorso. In compenso, le fondazioni in pareggio di bilancio nel triennio 2011-13, vengono premiate con una quota aggiuntiva del 5 per cento rispetto a quella loro spettante del Fondo unico spettacolo (Fus). Non solo: nel nuovo criterio di assegnazione del Fus, il 25 per cento (prima era il 10 per cento) viene riservato alla qualità dei programmi delle fondazioni. Intanto, sempre in base alla nuova legge, le 14 fondazioni devono adeguare entro il 30 giugno 2014 lo Statuto (che entrerà in vigore entro il 1 gennaio 2015) alle nuove disposizioni: tra le novità, composizioni più ridotte per i cda, la possibilità per il sindaco di nominare presidente un suo rappresentante (fa eccezione solo l'Accademia di Santa Cecilia), sovrintendenti nominati dal ministro, assunzioni per il personale solo attraverso selezioni pubbliche. La fondazione Petruzzelli non corre rischi immediati. L'incertezza sulla nuova governance e sui finanziamenti da parte delle istituzioni locali potrebbe portare ad un ridimensionamento dell'attività già nel breve periodo. La Camera di commercio è intenzionata ad uscire dalla compagine. Dei tre soci fondatori, il Comune, che pure con il sindaco Michele Emiliano ha ingaggiato un braccio di ferro con il ministero per i beni culturali affinché terminasse il commissariamento, non ha ancora versato il proprio contributo, ma si è affretato a nominare il professor Corrado Petrocelli quale proprio rappresentante nel cda. Il patto di stabilità non c'entra: i soldi ci sono e se non vengono messi a disposizione della fondazione è soltanto per una scelta politica. Lo stesso discorso vale per la Provincia: il presidente Francesco Schittulli pretende che il ministro Massimo Bray convochi un tavolo con tutti i soci fondatori, in cui si discuta anche del futuro dell'orchestra della Provincia. Il destino di quest'ultima sembra segnato: nessuno perderà il posto di lavoro, ma immaginare un trasferimento tout court degli orchestrali nell'ente lirico è pura utopia. La Regione è pronta a fare la propria parte e a nominare il proprio rappresentante nel cda, ma pretende garanzie sulla gestione. Certezze che potrà dare soltanto il nuovo sovrintendente, che sarà nominato dal ministro.