Nel dibattito sul futuro della cultura dell'alto Garda e sui problemi delle vecchie capitali di questa zona, interviene l'ex sindaco della cittadina lacustre, Giampietro Cipani. Il teatro di Salò è destinato a crollarsi addosso in tutti i sensi? «Nato nel 1873 è un gioiello abbandonato negli anni '60. Poi, fra il 1998 e il 2003, sotto la mia amministrazione comunale, è stato messo in sicurezza con una spesa di 985 mila euro. Soldi spesi bene: il terremoto del 2004 non l'ha neppure scalfito. Ma proprio per fronteggiare il terremoto non abbiamo potuto terminarne il restauro. Completare quel progetto è un dovere per le prossime amministrazioni». Si possono coniugare cultura e profitto in una realtà come Salò? «La sua storia la differenzia da qualsiasi altra della provincia. Capitale della Magnifica Patria, capitale di un'Italia drammaticamente divisa, capitale della musica per i natali dati a Gasparo, l'inventore del violino, ha goduto della qualifica di città ancor prima di Brescia, ed ha tutte le potenzialità per confrontarsi sotto il profilo turistico e culturale con le più importanti città del mondo.» Non è un'esagerazione? «Per niente, se a quanto detto aggiungiamo una bellezza paesaggistica conosciuta a livello internazionale». Quali sono le risorse culturali «monetizzabili» nel territorio salodiano? «Salò ha tutte le carte in regola per produrre ricchezza per le ragioni dette, oltre a offrire un livello alto della qualità della vita. Bisogna inoltre tornare ad occuparsi delle forme della città, rimettendo mano a quell'arredo urbano che va arricchito con quelle strutture di cui necessita». L'ex Lazzaretto come location culturale multivalente e permanente? «Ne parlo con piacere perché solo in Italia si abbandonano strutture come quella, che andrebbe restaurata e restituita alla comunità come polo culturale». Si potrebbero ipotizzare interventi pubblicoprivato anche per realtà capaci di attrarre un turismo slegato dalla dimensione stagionale? «Nella maggior parte dei casi i comuni devono contare solo sulle proprie forze: i finanziamenti pubblici e sovracomunali erano e sono molto difficili da ottenere. La partecipazione privata è perciò fondamentale, pur nel reciproco rispetto dei ruoli. Tornando al teatro, il privato non solo è ben accetto, ma necessario». Ma con questa crisi la popolazione accetterebbe di investire sulla cultura? «La cultura è l'unico investimento sicuro e senza rischi in qualsiasi momento. Per questo, proprio in uno stato di crisi è oltremodo conveniente. Il turismo culturale è la miniera d'oro dell'Italia intera, e Salò è ancora più privilegiata per tutto quello che possiede. Potremmo creare un'occupazione larga e di alto livello per i giovani». Cosa ne è del progetto riguardante il recupero dell'ex Civico come Museo? «Inaugurato nel 2009, al termine della mia ultima amministrazione, è una struttura realizzata con 980 mila euro e con l'apporto di tecnici, studiosi e professionisti di altissimo livello. Un museo che, seppur non totalmente informatizzato, è in grado di «raccontare» il territorio, stimolandone una conoscenza diretta. Un punto di riferimento per le tante realtà quali il Centro Studi della Rsi, l'Ateneo, la Civica raccolta del disegno, il Museo del Nastro Azzurro, l'Osservatorio Pio Bettoni, l'Archivio storico della Magnifica Patria, Gasparo da Salò, il Museo Archeologico, ecc». Come potrebbero collaborare i comuni benacensi con ricadute positive? «Volenti o nolenti sono destinati a unirsi, realizzando fra l'altro l'ipotizzata Città di Benaco di D'Annunzio. Le sembra normale che un evento del Vittoriale si sovrapponga a un concerto dell'Estate musicale Gasparo da Salò?» No.
Salò. Dobbiamo unirci nel nome di Gabriele D'Annunzio
L'ex sindaco di Salò, Giampietro Cipani, discute sul futuro della città e sui problemi delle vecchie capitali dell'alto Garda. Il teatro di Salò è in pericolo di crollo e non è stato completato il restauro. Cipani sostiene che la cultura e il profitto possono essere coniugati in Salò, che la città ha una storia unica e potenzialmente turistica. Ha anche parlato del progetto per il recupero dell'ex Lazzaretto come location culturale multivalente e permanente. Cipani crede che la cultura sia un investimento sicuro e senza rischi, e che il turismo culturale sia una miniera d'oro per l'Italia.
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