Caro Conti, non so se ricorda una celebre canzone di Fabrizio De André, La Città vecchia, e la strofa dove Faber recitava «.. quando per fare il mestiere ci voleva anche un po' di vocazione.» Sto passando questo mese di dicembre qui al Museo Mario Praz con presenze di 12 ore, tra domeniche, festivi e giorni feriali per mantenere aperto al pubblico il Museo che dirigo: un impegno che nessuno può ragionevolmente richiedermi ma che volontariamente mi sobbarco appunto per vocazione. È il mestiere dello storico dell'arte, o meglio del direttore museale che ormai richiede una vera e propria vocazione - a fare le puttane s'è visto che ormai son buoni tutti - tant'è che ieri 26 dicembre ci siam fatte gli auguri con la mia Soprintendente, Maria Vittoria Marini Clarelli che era anche lei in sala alla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Quello della progressiva emorragia di personale di custodia, vuoi per pensionamenti che per passaggio ad altri ruoli, è un problema che sta letteralmente ammazzando i musei statali, costringendo il poco personale rimasto a turni assurdi e mettendo via via sempre più a rischio la fruizione e la sicurezza dei Beni Culturali del nostro Paese. Se veramente questo Governo ritiene che i Beni Culturali siano uno dei punti di forza del Paese, faccia qualcosaanche perché le vocazioni stanno diminuendo Patrizia Rosazza Ferraris Cara dottoressa Rosazza Ferraris, questa lettera le fa onore. Conosco bene quel gioiello che dirige, lo splendido Museo Mario Praz, testimonianza di uno straordinario studioso e collezionista d'arte del XIX secolo. Mi auguro che le sue righe aiutino il ministro Massimo Bray a riflettere, e a decidere per il meglio.
Roma. Grido di dolore dal Mario Praz: Così si uccide un grande Museo
Il direttore del Museo Mario Praz, un museo statuale, sta lavorando 12 ore al giorno per mantenere aperto al pubblico il museo. Questo è un impegno che richiede una vera e propria vocazione, poiché la progressiva emorragia di personale di custodia sta ammazzando i musei statali. Il direttore, che è anche uno storico dell'arte, sta inviando una lettera al ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, per chiedere di riflettere e decidere per il megio. Il direttore sostiene che le vocazioni stanno diminuendo e che il governo deve fare qualcosa per aiutare i musei.
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