IL TAR ha accolto il ricorso presentato dalla Vat srl contro il Comune che aveva negato alla società l'autorizzazione ad affiggere maxi cartelloni pubblicitari sulla cattedrale per finanziare i lavori di ristrutturazione del portico. La sentenza è del 23 dicembre e ancora non si conoscono le motivazioni. Ma per la società si tratta senz'altro di una prima vittoria, soprattutto per Palermo. «È - dice Giuseppe Giunta, titolare della Vat - il più bel regalo che potesse arrivare alla città in occasione del Natale. Tutta questa storia, infatti, ha rischiato davvero di compromettere la sicurezza del duomo e di decretarne la chiusura». Adesso, forte di questa sentenza, la Vat che qualche settimana fa aveva annunciato di smontare il ponteggio sul portico del duomo, dopo l'ennesimo diniego del Comune alla richiesta di una nuova autorizzazione di affissione pubblicitaria per il periodo da dicembre ad aprile, si dice pronta a cominciare i lavori mai partiti a causa del braccio di ferro fra l'amministrazione comunale e la società. «Noi siamo pronti - continua Giunta - l'8 gennaio possiamo cominciare i lavori e concluderli nei tempi previsti se non ci saranno altri intoppi. Ci auguriamo che questo sia l'inizio di un nuovo percorso». Tira un sospiro di sollievo anche la Curia che in questi mesi in più occasioni ha lanciato un sos per le precarie condizioni strutturali della cattedrale. «Abbiamo saputo anche noi - dice Gaetano Renda, direttore dei Beni culturali della diocesi di Palermo - della sentenza favorevole alla Vat. Aspettiamo di conoscerne le motivazioni per essere sicuri che davvero questo metta la parola finea tutte le polemiche che fino a questo momento hanno impedito di portare avanti i lavori. L'obiettivo di tutti, infatti, adesso dovrebbe essere concludere in fretta la ristrutturazione del portico». È dal mese di agosto, infatti, che la questione della ristrutturazione del duomo, con il sostegno della pubblicità, è al centro di un braccio di ferro fra Comune e Vat. La società si era fatta avanti per finanziare i lavori di manutenzione del portico, danneggiato dalle infiltrazioni d'acqua, in cambio del diritto a cedere gli spazi di sponsorizzazione sui teli di ponteggio del cantiere. Prima il poster di 10 metri per 10 della Fasteweb, poi quello dell'Audi che resiste solo qualche giorno e poi viene esposto al contrario perché arriva la diffida da parte del Comune. Infine un colpo di vento mette definitivamente fine al cartellone pubblicitario, al centro di mille polemiche anche da parte di associazioni come Legambiente. Adesso il Tar ripassa la palla alla Vat per ricominciare da dove tutto si era fermato. «Non dovrebbe essere - dice Lina Bellanca, architetto della Soprintendenza dei Beni culturali - una sentenza a risolvere questo problema. La questione pubblicità va affrontata alla radice perché si tratta di una delle poche risorse possibili per salvarei monumenti della città. Ci aspettiamo al più presto dal Comune un segnale in questa direzione, visto che il piano della pubblicità non è ancora andato in porto. Questa sentenza, può essere un'occasione per riflettere». Anche Porta Nuova, infatti, al momento messa in sicurezza dall'Esercito detentore del bene, attende di essere ristrutturata. Se la questione della cattedrale dovesse andare a buon fine, altri privati potrebbero farsi avanti per Porta Nuova. «Lo speriamo - conclude la Bellanca- al momento abbiamo bloccato tutto per non incappare in altre polemiche».