Capolavori dei Girolamini - che sarà inaugurata alle 18 nell'ex chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce - vi è una galleria di dipinti eseguiti da Jusepe de Ribera, l'artista spagnolo che in Italia entrò in contatto con il naturalismo tragico di Caravaggio. DE RIBERA diventò poi un punto di riferimento per la pittura europea del XVII secolo. Lo "Spagnoletto" - così venne ribattezzato per la sua provenienza e la bassa statura - è tra gli artisti della prestigiosa collezione napoletana dei Girolamini che attesta l'attenzione verso la cultura contemporanea dell'ordine religioso dei padri seguaci di san Filippo Neri nel 1600. Tra le opere proposte nell'allestimento curato da Ester Annunziata anche un suo san Bartolomeo di una collezione privata leccese. Ed è questo un punto essenziale per comprendere il senso di questo ambizioso progetto curato da Fabrizio Vona, Sergio Liguori, Brizia Minerva e Patrizia Piscitello e promosso dall'assessorato alla cultura della provincia di Lecce in stretta partnership con il monumento dei Girolamini e la soprintendenza speciale per il polo museale di Napoli. Come ha sostenuto Vona, che la dirige, la mostra tende proprio a rimarcare gli stretti legami culturali tra Napoli e Lecce. Non dimentichiamo infatti che Lecce all'epoca fu definita "picciol Napoli" da Giulio Cesare Infantino. Il percorso prosegue nella navata della chiesa con altri classici della pittura italiana, e non solo. Si va da un Giovan Bernardino Azzolino che raffigura un multiforme Sposalizio mistico di sant'Agnese allo struggente Battesimo di Cristo di Battistello Caracciolo, quasi monocromo nella modellazione pittorica degli incarnati e dei panneggi delle vesti. Si arriva poi a Guido Reni, con Incontro di Gesù con san Giovanni Battista, un tempo collocato sull'altare della sagrestia dei Girolamini, al Sacrificio di Isacco di Andrea Vaccaro e al san Nicola di Luca Giordano, un altro must della pittura di quel clima rivoluzionario che fece di Napoli un centro irradiatore di innovazioni stupefacenti per la cultura figurativa dell'epoca. Questa mostra fa parte di un ciclo di iniziative espositive che negli ultimi anni hanno visto il museo provinciale "Castromediano" di Lecce impegnarsi, in cooperazione con diversi studiosi e istituzioni, al fine di ricostruire quelle storie che quattro secoli fa unirono l'area napoletana con la Terra d'Otranto. E questo è un aspetto su cui i curatori, Antonio Cassianoe altri studiosi hanno riflettuto anche nel catalogo, che è una guida agevole per avvicinarsi alla lettura delle venti opere esposte. Info e prenotazioni visite guidate: 0832.35.41.52.