DI BELLEZZA, quella che gli altri non capiscono, si muore. Aveva detto: «A Carditello se vedi un reatoe non stai zitto, ti becchi una coltellata. O peggio». E contro quelli che chiamava "gli analfabeti della bellezza" combatteva, ogni giorno, con i pochi mezzi che gli mettevano a disposizione. Ieri i funerali. È morto a 48 anni nel silenzio della sua campagna nella roulotte che una volta gli avevano anche incendiato, Tommaso Cestrone, volontario "estremo", che a tutti i costi, anche nella notte della Vigilia di Natale, da solo, è rimasto nel suo avamposto nel deserto a difendere il capolavoro dell'allievo di Vanvitelli, la Reggia di Carditello, monumento decisamente figlio di un dio minore. È morto d'infarto e l'hanno trovato come addormentato, andato via con quel suo sogno, confessato anche al ministro Bray - che ora su Facebook dice di voler mantenere la promessa - di veder rinascere il palazzo borbonico depredato dalla camorra. «Tommaso è un eroe dei nostri tempi e di questo Paese, del nostro Paese ed eroe rimarrà nei nostri cuori, ha aggiunto Bray in un messaggio letto dall'ex assessore alla Cultura Antonella Di Nocera durante i funerali nella chiesa madre di San Prisco. Pastore figlio di un pastore, Tommaso Cestrone detto "l'angelo di Carditello" era stato nominato custode giudiziale ausiliario del Casino di caccia borbonico della tenuta di San Tammaro dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, andato all'asta per l'ottava volta nel giugno scorso- la prossima sarà il 9 gennaio, tra due settimane. Asta deserta, ancora una volta, neppure lo Stato si era fatto avanti (Caldoro aveva dichiarato: «Se lo farà, noi faremo il nostro dovere»). Lasciato solo - la condizione che, diceva il giudice Falcone, aumentava seriamente il rischio - Cestrone aveva ricevuto minacce, bombe carta nell'azienda agricola, gli avevano bruciato la macchina e ucciso qualche pecora. Dava fastidio a chi voleva portarsi sia colonnine, affreschi, decori, materiali pregiati, la scala di arenaria, i marmi,i camini, gli stemmi nobiliari. Il palazzo di Collecini è in rovina e i reperti sono finiti nelle case dei boss dei Casalesi. «Vengono per abbattere gli alberi e vendere il legname, rubare il rame. O per nascondere merce e auto rubate. Oppure a sversare l'immondizia, come se la Reggia fosse una discarica», aveva detto Cestrone,a un giornalista. Lo hanno eliminato lo stesso, anche senza sparargli. Tutti questi attentati alla normalità, che, quando si svolge un compito eccezionale, normalità non è mai, che lo facevano vivere nel terrore che potesse accadere qualcos'altro. Oltre lo scempio del baluardo del bello del quale si era posto a difesa. La prossima asta, la dodicesima, per pagare i debiti dell'ente Basso Volturno, proprietario del gioiello abbandonato, sarà all'incanto: le offerte dovranno superare del 15 per cento la base d'asta, che a giugno era di dieci milioni. Vuol dire che la speranza si fa più esile. Il ministro dei Beni culturali aveva visitato il sitoa sorpresa il 26 ottobre e aveva promesso su Twitter: "Carditello è chiusa da troppo tempo. Cercherò una soluzione perché torni alla sua bellezza e sia aperta a tutti". Era l'ultima di tante promesse. L'angelo custode se n'è andato prima.