Pompei. Per gli Scavi di Pompei è caos gestione. Chiusa l'era della soprintendente Cinquantaquattro, per decorrenza dei termini del contratto, il sito archeologico resta senza un "tutore" a tempo pieno. Nell'attesa Luigi Malnati, direttore generale per le Antichità, è stato nominato ad interim alla guida delle due Soprintendenze, Napoli e Pompei, ma i suoi impegni, l'enorme carico di lavoro che comporta la gestione degli scavi pompeiani e i ritardi nella nomina del nuovo Soprintendente lo inducono a scrivere al ministero una nota dai toni duri: «Fate presto a nominare un Soprintendente per Pompei, tale contingenza, infatti, può provocare ritardi nell'azione amministrativa e di tutela del sito archeologico». E il Grande Progetto Pompei? A chi è affidato? Non c'è un soprintendente a tempo pieno e il super manager, il generale Giovanni Nistri, non si è ancora insediato. Per il momento, al fine di scongiurare un blocco totale dell'attività amministrativa, i poteri di firma sono stati trasferiti per gli atti ordinari alla dottoressa Valeria Sampaolo, per il Museo Archeologico di Napoli e la gestione della tutela della Provincia di Napoli con esclusione dell'area vesuviana, ed alla dottoressa Grete Stefani, attuale direttrice degli scavi, per Pompei, Ercolano, Stabia e l'area vesuviana. Le dottoresse Sampaolo e Stefani cureranno anche la gestione del personale. «Eventuali incarichi specifici precisa il direttore generale attribuiti dai delegati temporanei in variazione dell'attuale organizzazione degli uffici, dovranno essere prontamente comunicati a alla Direzione generale per le Antichità. Si auspica che si proceda nel modo più rapido possibile all'emanazione dei bandi per il conferimento degli incarichi dirigenziali delle due soprintendenti di nuova istituzione, anche a chiarimento del ruolo che dovrà rivestire la dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro, il cui incarico è giunto a scadenza». I segretari sindacali di Cisl, Antonio Pepe, Uil, Maria Rosa Rosa, e Unsa, Vincenzo Sabini, invece, si augurano «che presto Pompei possa avere un Soprintendente a tempo pieno che si dedichi a risolvere le problematiche di tutta l'area vesuviana». I sindacati, inoltre, chiedono al direttore generale la «revoca immediata di tutte le disposizioni di servizio fatte in fretta e furia dalla Cinquantaquattro nelle ultime ore di permanenza a Pompei, applicate 'ad personam', senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali». Intanto, nel pieno rispetto dei tempi concordati con l'Unesco, ieri è stato sottoscritto il protocollo che approva il nuovo Piano di Gestione del sito relativo alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. «Alla firma di oggi si legge in una nota diffusa dal ministero - si giunge dopo un percorso, condiviso con istituzioni locali, che ha visto riunirsi a Pompei esperti nazionali ed internazionali nella gestione e promozione del patrimonio mondiale». Il protocollo prevede norme per la mitigazione dei rischi legati alle calamità naturali e individua processi di condivisione delle attività necessarie alla tutela, conservazione promozione dei beni archeologici del territorio interessato, attraverso l'istituzione di un tavolo di concertazione con il quale si individueranno strategie condivise per la migliore gestione del patrimonio e per favorire uno sviluppo sostenibile. Il documento è stato sottoscritto dal segretario generale del Mibac, dal direttore generale per le Antichità, dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania, dalla soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dall'assessore alla Cultura della Regione Campania, dall'assessore alla Cultura della Provincia di Napoli, dai sindaci dei comuni di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Portici, Torre del Greco, Trecase, Boscotrecase, Boscoreale e Castellammare di Stabia.