isabella di bartolo Fruizione negata, incuria, restauri infiniti o mai avviati: le condizioni in cui versa il patrimonio culturale della provincia sono allarmanti. Dai resti dell'antica Leontinoi sino all'area archeologica di Portopalo, l'immenso tesoro aretuseo non è valorizzato come meriterebbe. E siccome piangersi addosso non serve, occorre trasformare in fatti le belle parole di quest'ultimo decennio. Ne è convinta la neo-soprintendente Beatrice Basile, poco incline alla politica degli annunci e molto diretta. «I nostri beni culturali non godono di ottima saluta - dice l'archeologa -, certo non dobbiamo drammatizzare ma è una situazione seria che richiede una strategia fino ad ora non seguita con abbastanza attenzione. Diciamo che ad oggi è mancato quel coordinamento di forze che è l'unica possibilità che abbiamo per superare questo stato di cose». La carenza di risorse, economiche e umane; l'assenza di infrastrutture, servizi e capacità promozionali sono problemi annosi che, certo, la soprintendenza da sola non può affrontare. «E nemmeno le singole amministrazioni - aggiunge Basile - nè soltanto i privati. Ci vuole quella concertazione finora carente. da parte nostra, la soprintendenza ha avviato un lavoro di screening necessario a capire qual è il quadro della situazione provinciale: poi occorrerà sederci attorno a un tavolo per valutare le singole realtà con le amministrazioni comunali, per capire quale strada intraprendere». Tavolo a cui dovranno sedersi anche le associazioni, come la soprintendente sottolinea. «Dobbiamo coinvolgere quelle più qualificate e che operano da più tempo nel campo dei beni culturali - afferma l'archeologa - sia per la loro attività di valorizzazione che per quella di ricerca». Beatrice Basile fa qualche nome: Sicilia antica, Archeoclub, Italia Nostra. «Ma sono molte di più - aggiunge - e alcune sono anche piccole associazioni impegnate a livello locale, ben radicate: realtà che possono essere di grande aiuto. Prima di pensare a mettere in campo sinergie complicate o reperire fondi, che in questa fase rappresenta una vera difficoltà, dobbiamo usare tutti insieme queste forze fondamentali». A ciò deve aggiungersi il lavoro degli enti locali: Comuni in primis. L'intento della soprintendente è chiaro: le amministrazioni comunali devono farsi carico di una progettualità da preparare per non perdere la prossima tranche dei finanziamenti. «Sarebbe bello e intelligente - dice Beatrice Basile - redigere progetti in tempo e non arrivare così a ridosso quasi della rendicontazione come sta avvenendo adesso. Quanto fatto finora deve servirci per evitare di ripetere lo stesso errore: dobbiamo fare molto di più per intercettare le somme cospicue della tranche 2017-2020». 24122013
SICILIA - La mala-gestione dei beni Poche idee e troppi ritardi
La provincia di Siracusa è in una situazione critica riguardo al suo patrimonio culturale. La neo-soprintendente Beatrice Basile afferma che il tesoro aretuseo non è valorizzato come meriterebbe e che è necessario un coordinamento di forze per superare questo stato di cose. La carenza di risorse economiche e umane, nonché l'assenza di infrastrutture e servizi, sono problemi annosi che richiedono una strategia condivisa. La soprintendenza ha avviato un lavoro di screening per valutare la situazione provinciale e si intende sedersi a un tavolo con le amministrazioni comunali, associazioni e privati per valutare le singole realtà e intraprendere una strada comune.
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