IVERTICI del Galliera esprimono soddisfazione e sono pronti a partire con la fase operativa, ma i Comitati non demordono perché il Consiglio di Stato, non essendo entrato nel merito della variante, lascia loro uno spiraglio per provare a fermare l'opera. E, intanto, il Comune spera in un dialogo tra le parti per evitare un'altra impasse. Il giorno dopo la sentenza che rimette in gioco il Galliera bis, sentimenti contrastanti ma soprattutto una certezza: che non c'è ancora certezza sul futuro del progetto. Giuseppe Romano, l'ex prefetto di Genova al vertice dell'ente ospedaliero: «Naturalmente non possiamo che essere soddisfatti della sentenza anche se prima di scendere nel dettaglio dovremo leggerla con attenzione con i nostri legali. Quanto al futuro al strada per noi è chiara ed è quella della collaborazione con la Regione e il Comune». Il vicepresidente Romano sa che l'operazione oggi non può contare sugli stessi valori del mercato immobiliare di dieci anni fa. «Su richiesta della Regione- spiega- abbiamo lavorato su un progetto più contenuto con 100 posti letto in meno e con un ridimensionamento dell'edificio residenziale che scende di un piano. Ma come dicevo inizia oggi un percorso di dialogo, fermo restando che la variante recupera la sua validità». Sul fronte opposto Paola Panzera, portavoce del Comitato dei Cittadini per Carignano da una lettura diversa della situazione: «Il consiglio di Stato non è sceso nel merito. Ha solo detto che in questa fase non avevamo titolo ma appena ci sarà il via effettivo ai lavori la variante potrà di nuovo essere messa in discussione». Panzera ironizza poi «sull'insolita celerità con cui il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza sul ricorso del Galliera, dopo sole 3 settimane dalla discussione avvenuta lo scorso 26 novembre. I magistrati di Palazzo Spada non si sono espressi sui temi di merito, che quindi rimangono validi, ma hanno ritenuto che i cittadini di Carignano, contrari alla variante urbanistica, «non abbiano subito un danno concreto ed attuale» da tale variante e quindi il loro ricorso è stato giudicato inammissibile». Panzera ricorda quindi che «ora la decisione sul progetto spetta al Consiglio Comunale, che deve approvare il nuovo Puc, e alla Regione, che deve allocare le scarse risorse per la Sanità. Noi non molliamo e continueremo a lottare contro un progetto inutile che creerebbe un secondo presidio sanitario in Carignano drenando le poche risorse disponibili dal Ponente genovese che rimane, invece, l'area che necessita di un nuovo ospedale. I tempi sono cambiati e la politica non può ignorarlo: non si può più devastare il territorio e cementificarlo per opere dannose il cui costo graverebbe sulla collettività per i prossimi decenni. In Italia si deve smettere di indebitare le nuove generazioni e si deve conservare il patrimonio monumentale e paesaggistico. Il Galliera va migliorato nelle sue attuali strutture, il territorio di Carignano va tutelato dalla cementificazione e un nuovo ospedale va costruito dove serve: a Ponente». Dal Comune interviene il vicesindaco Stefano Bernini: «A questo punto la variante è legittima ma è sicuramente mutato il quadro di contorno, dai reali bisogni della sanità alle disponibilità finanziarie. E poi, nel momento in cui il progetto sarà ripresentato bisognerà vedere la sua collocazione rispetto al Puc. Infine è evidente che non appena sarà concesso un titolo edilizio potrà ripresentarsi il problema di un ricorso. Per questa ragione con i nostri uffici programmeremo una serie di incontri con il Galliera e con i Comitati per capire le rispettive posizioni ed evitare che ricominci la guerra».
Ma i comitati non demordono L'opera può ancora essere fermata
Il Consiglio di Stato ha dichiarato la legittimità della variante urbanistica del progetto Galliera, ma ha lasciato uno spiraglio per i Comitati che hanno presentato ricorso contro il progetto. I Comitati non demordono e sperano di poter fermare l'opera. Il Comune di Genova spera in un dialogo tra le parti per evitare un'altra impasse. Il progetto Galliera, che prevede la costruzione di un nuovo ospedale, è stato ridimensionato rispetto alle originarie previsioni, con 100 posti letto in meno e un ridimensionamento dell'edificio residenziale.
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