Impegni da realizzare entro un anno. Compenso di 1000 euro al mese. "Con Muti per il rilancio del Teatro" Gli scettici, i tanti preoccupati nei corridoi del Teatro lo davano per bruciato, perché il suo nome circolava da settimane. Ma alla fine, e come da tempo annunciato, il consiglio di amministrazione dell'Opera ha nominato Carlo Fuortes soprintendente. Giorgio Battistelli, Francesca Chialà, Matteo Fabiani, Alessandro Hinna, Simona Marchini e Paolo Petrocelli, nel cda presieduto dal sindaco Ignazio Marino, hanno indicato nell'attuale amministratore delegato di Musica per Roma, la persona che guiderà l'istituzione lirica capitolina. Manager della cultura, classe 1959, dal 2003 è a capo della Fondazione che tiene i conti e le redini artistiche dell'Auditorium Parco della Musica, incarico che ricoprirà fino al 2015 e che potrebbe anche lasciare nei prossimi mesi benché non ci sia espressa incompatibilità. Fuortes è fresco di un'esperienza da commissario straordinario del Teatro Petruzzelli di Bari: cosa che terrorizza i sindacati dalle parti del Costanzi che lo vedono come un temibile tagliatore di teste. Ma i conti ora, da quelle parti tornano: il Petruzzelli è risanato anche grazie al lavoro di Fuortes, uno tra i pochi in Italia ad occuparsi da più di vent'anni di beni culturali ed economia. Appassionato di opera da sempre, a Roma è stato nei cda del Teatro di Roma, del Palazzo delle EsposizioniScuderie del Quirinale. Per l'incarico di soprintendente percepirà un compenso mensile di circa mille euro, anche a fronte dei circa duecentomila lordi, suo stipendio all'Auditorium. Di prassi, i ringraziamenti: "Ringrazio il sindaco e presidente della Fondazione, Ignazio Marino, il ministro Massimo Bray, il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i componenti del cda per la stima e la fiducia accordatami". Oltre la forma, nelle sue dichiarazioni trapela qualche indicazione sulle prospettive: "Sarà un mio preciso impegno continuare la strada dell'eccellenza artistica, nata con la presenza del maestro Muti", a tacitare apprensioni che configuravano scenari cupi, quasi a voler estromettere il maestro dalla direzione artistica del Teatro. Per il nuovo soprintendente l'agenda è ora stringente: il cda è riconvocato per domani stesso (ore 17) e dovrà discutere il terzo punto all'ordine del giorno ovvero l'eventuale accesso alla legge Bray Valorecultura, discutere e approvare al più presto il nuovo statuto e procedere al risanamento dei conti. Ancora Fuortes: "Le recenti disposizioni di legge offrono la possibilità di rilancio, risanamento e sviluppo permettendo, d'altra parte, la massima attenzione alla salvaguardia occupazionale ed economica dei dipendenti". Ciò che spaventa i sindacati, è che Fuortes proceda nel giro di un anno come un commissario di fatto a tagli dei posti di lavoro, per recuperare una situazione economica critica che ha fatto temere a lungo il commissariamento. Ma attenzione, chiarisce Fuortes, "la legge Bray non obbliga a licenziare ma dà la possibilità di ricorrere alla mobilità fino al 50 dei lavoratori, ricorrendo alla società Ales, spa del Mibact. La priorità ora resta quella di vedere i conti e poi stabilire il da farsi".