Firenze, 22 dicembre 2013 - Un buco nero, da oltre trent'anni, incastrato nel cuore del centro storico di Firenze, dentro a quello scrigno di meraviglie artistiche e architettoniche tutelate dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. È il complesso di Sant'Orsola, a un passo dalla basilica di San Lorenzo, le Cappelle Medicee e Palazzo Medici Riccardi. Un ex convento dove nel 1327 vi si insediarono le monache benedettine che vi rimasero fino al 1435, seguite poi dalle francescane. Il convento è tornato alla ribalta di recente per la ricerca delle ossa di Lisa Gherardini, colei che avrebbe posato per la celebre Gioconda dipinta dal grande Leonardo e che sarebbe sepolta proprio in Sant'Orsola. Ma neppure il richiamo al genio da Vinci è bastato a rimettere in moto un meccanismo arenato da decenni, che ha fatto di un complesso da 60mila metri cubi di volume e 17mila metri quadrati complessivi di superficie, il regno di topi, erbacce, ponteggi arrugginiti, sporcizia e degrado. Un intero isolato via Sant'Orsola, via Guelfa, via Panicale e via Taddea, in mezzo allo storico quartiere di San Lorenzo che nessun ente è riuscito a restituire a dignità. Solo un'interminabile litania di progetti falliti, documenti scaduti e concorsi affondati. Il de profundis è stato il project financing bandito della Provincia e terminato con un nulla di fatto il settembre scorso. Un'occasione da oltre 30 milioni di euro, per la quale entrò in lizza un solo concorrente, senza che sia stato possibile giungere al termine degli accordi. Così è tutto da rifare, con il buco nero che resta lì. E dire che i locali sono suggestivi, disposti su più piani attorno a cortili e chiostri che conservano la tipologia conventuale. Anche le destinazioni urbanistiche sono tra le più varie: spazi pubblici e privati, parcheggi, attività ricreative e sportive, commerciali e residenziali, artigianali e di ristorazione. Tutto nel prestigiosissimo centro della città. Ma niente, la burocrazie sembra tenere in ostaggio qualsiasi piano di riqualificazione urbana. Il convento fu soppresso agli inizi dell'Ottocento e da allora divenne manifattura di tabacchi fino al 1940. Cominciarono poi gli anni del degrado e dell'abbandono. Il complesso diventò un centro di ricovero per gli sfrattati, in parte fu utilizzato per aule e uffici dell'università di Firenze. Ma il suo destino non era chiaro. Negli anni '80 venne acquistato dal Demanio per farvi una caserma della Guardia di finanza. Si iniziarono i lavori di ristrutturazione, ma all'improvviso le fiamme gialle si resero conto che quella sede non era adatta per le loro esigenze e lasciarono il progetto. Da allora l'ex convento viene recintato da una gabbia di ponteggi e lamiere e diventa un piccolo girone infernale con problemi di sporcizia, delinquenza e spaccio. Nel 2004 la Regione Toscana firma un'intesa per uno scambio di immobili e l'acquisizione di Sant'Orsola per farvi un prolungamento del Mercato Centrale e la sede della Dogana di Firenze. Ma anche stavolta tutto si impantana. Il recupero di Sant'Orsola entra comunque al centro degli impegni della Provincia, che ha sede a Palazzo Medici Riccardi, due strade più in là e che dal 2007 è guidata da Matteo Renzi. Dal 2 agosto 2007 al 12 settembre 2013 si susseguono più di 30 atti e passaggi amministrativi. Ma il risultato è stato un nulla di fatto. Fallito il project financing, la giunta provinciale di Andrea Barducci ha deciso di cambiare strategia e ha convocato Comune e Regione per condividere nuove scelte e cercare nuovi finanziamenti, tentando la strada di bandi europei, per avviare la ristrutturazione del complesso di S. Orsola anche attraverso stralci funzionali. Ma questo è il futuro. Che a quanto pare è destinato ad attendere. Olga Mugnaini