Federica Galloni, direttore regionale Mibac: vincolare e tener libere dai tavolini strade e piazze di interesse, per gli effetti visivi «Si deve poter camminare lungo le vie del Tridente e vedere le prospettive, i monumenti, non i tavolini»: così Federica Galloni, il direttore regionale del Mibac per il Lazio, conferma che da vie e piazze del cuore del centro storico devono sparire una buona parte di dehors, camion bar, caldarrostai. Passeggiando per via della Croce, in poche parole, si deve poter ammirare la salita di via di San Sebastianello da una parte, e la prospettiva di largo dei Lombardi dall'altra e non tavoli, sedie, apparecchiature varie. Così, camminando su via del Babbuino si deve poter scorgere la quinta di piazza del Popolo con il suo obelisco e non le apparecchiature dei vari bar della strada. Regole, già fissate dalla direttiva del Ministero dei Beni culturali (del novembre 2012, completate dalle prescrizioni del novembre 2013) dove è chiaramente scritto che «vie e piazze di particolare interesse sono da vincolare per le loro quinte architettoniche e per gli effetti prospettici o visivi privilegiati»; regole che sono state rese in parallelo particolarmente stringenti per via Margutta: qui, infatti, vi è anche un vincolo ambientale, per cui niente più occupazione di suolo pubblico nella strada di «Vacanze romane». Le vie coinvolte dal vincolo sono tutte quelle comprese tra piazza del Popolo e piazza San Silvestro, ovvero gli assi generatori del Tridente, compresa via di san Giacomo con il suo ospedale: luoghi che la direzione regionale del Mibac «ritiene di escludere dall'uso del suolo pubblico a fini commerciali con il posizionamento di strutture stabili o precarie di varia natura e tipologia» Ma sarà veramente così nel prossimo futuro? Dal vincolo apposto dal ministero è già passato del tempo... La direttrice regionale ne è sicura: «Quello che comanda sono gli ambienti storici e di valore che devono essere percepiti, non l'aspetto commerciale - spiega - per cui dopo aver approvato e lavorato su ben 162 piani di massima occupabilità delle piazze del centro vedremo adesso quali dehors possono restare e quali no: di certo alla fine, quando le normative saranno seriamente applicate l'effetto sarà di meno tavoli all'aperto nelle vie del Tridente e nelle piazze storiche». «Ma credo che questa amministrazione, in particolare l'assessore Marta Leonori , siano molto intenzionati ad applicare queste regole di tutela». Allora secondo lei torneranno sui marciapiedi i tavoli di piazza Navona? «Non c'è dubbio - risponde Federica galloni - che in piazza Navona si deve rispettare il piano di massima occupabilità che pone come confine ai tavoli il marciapiede». E la chiave per far ritornare tutto nelle regole secondo il direttore regionale del Mibac esiste: «Tutte le autorizzazioni in molte vie del centro sono solo amministrative e rilasciate dal Municipio: non vi è il parere o il via libera della sovrintendenza. Ecco perché si può intervenire, ricordando che deve essere percepito il valore storico e culturale del luogo».